Rassegna Stampa

La conferenza stampa, ''Forza, c’è ancora una partita da vincere!''

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 18-05-2014 - Ore 08:47

|
La conferenza stampa, ''Forza, c’è ancora una partita da vincere!''

Nel giorno dell’ultima conferenza stampa della stagione, Rudi Garcia ha voluto lasciare la scena al suo staff. E quindi in conferenza hanno parlato Bompard, Fichaux e Nanni. L’introduzione, però, spetta sempre al tecnico.

Garcia: Buongiorno a tutti, volevo ringraziare la stampa per la buona collaborazione. Ho portato tutto il mio staff perché era importante per me dimostrare il lavoro importante che fanno tutto l’anno e ringraziarli per questo. Vi lascio con le loro risposte, se posso faccio la prima domanda: vorrei sapere se per voi lo spirito di squadra parla anche per lo staff. Grazie.

Fichaux: Abbiamo abuto un buon spirito per questa stagione, è un’armonia e sintonia di tutti, staff e anche giocatori.

Bompard: Finché siamo tutti qui, vuol dire che questo spirito di squadra lo abbiamo.

Nanni: Il mister ci ha dato molto, ha dato un grosso impatto verso tutti, noi, i giocatori, voi, ha creato un gruppo splendido e questo si è visto sul campo, ci ha permesso di lavorare in sintonia e ci ha permesso di espirmerci come volevamo.

Quando Garcia parla dell’esperienza in Champions col Lille ha sempre molto amarezza. Per non commettere gli errori di quell’esperienza cosa dovete fare?

Bompard: Io penso che non possiamo paragonare la squadra del Lille e la Roma, non dobbiamo fare come lì che dopo aver vinto il campionato non c’era più la stessa squadra.

De Sanctis e Skorupski sono sufficienti per campionato e Champions?

Nanni: Non dimentichiamo Lobont. Per me sono sufficienti, faremo valutazioni, ma siamo a posto con questi tre portieri. Ognuno di loro ha qualcosa di eccezionale. Lukasz ha fatto vedere tutto il buono visto in allenamento per poi riproporlo in una partita difficle. Con lui bisogna avere il giusto equilibrio, farlo lavorare e crescere. Di Morgan parlano storia e carriera, professionista esemplare. Chi cuce tutto è Lobont, ha un peso importantissimo nello spogliatoio, è una persona positiva ogni giorno. Ha aiutato tantissimo Lukasz, da entrambi ha costruito tanto.

Che cosa ha portato Garcia nel gruppo? Si aspettava che il gruppo potesse essere così unito?

Nanni: È chiaro che i risultati portano euforia. Il mister ha portato una ventata di entusiasmo, il gruppo che si è creato si è visto il giorno del rafting a Brunico, c’era un’euforia pazzesca. Ci siamo guardati ed eravamo felici perché forse avevamo trovato il gruppo giusto.

Come avete vissuto la contrapposizione con la Juventus?

Fichaux: L’abbiamo vissuta come un duello tra due squadre di alto livello. Forse quest’anno la Juventus ha fatto un campionato straordinario, noi abbiamo 85 punti, con 85 punti saremmo stati campioni 10 volte su 15. Però è così, la Juve ha fatto un grande campionato, speriamo tutti di avere questo duello l’anno prossimo, con la Roma davanti.

Bompard: L’ho vissuto diversamente, sono francese. Ho molto rispetto per la Juventus e per la Roma. Quando si finisce un campionato, i posti sono quelli che si meritano.

C’è stata una volta in cui avete fatto cambiare idea a Garcia su qualcosa?

Bompard: Lavoriamo insieme per questo, non sono uno yes-man. Quando non sono d’accordo con Rudi lo dico, ma il capo è lui e lui prende le decisioni.

Fichaux: Niente di più, lavoriamo tutta la settimana insieme, facciamo riunioni prima delle partite e Rudi è il capo.

Vi può creare problemi fare la preparazione in America e in Austria?

Bompard: In America sarà difficile, abbiamo viaggi da fare e dovremo gestirli, così come la temperatura. C’è una partita a mezzogiorno, dovremo fare attenzione. Siamo qui per gestire questa cosa, tutti.

Come ha cambiato questa gestione Garcia? Ha aperto un grande ciclo a Roma?

Fichaux: Lo speriamo tutti, soprattutto io mi sento bene a Roma e spero di stare qui a lungo, anche lui vuole rimanere, lo ha detto la settimana scorsa.

Bompard: No, non ha cambiato nulla, ha fatto come fa sempre. Facciamo molto le cose con il cuore, è molto più facile dopo per fare un gruppo unito.

Fichaux: Ora parla italiano anche con noi.

La ricetrasmittente continuerà ad essere utilizzata?

Bompard: Sono desolato per le multe, ma è un modo di lavorare. Io nel primo tempo sto in tribuna, se possiamo migliorare qualcosa lo facciamo. Penso che faremo ancora così, solo che in Champions League non si può fare.

Un aneddoto per descrivere Rudi Garcia?

Bompard: Il problema è che non so se posso raccontarlo…

Garcia: Allora no!

Bompard: Il problema è che non so se riesco a dirlo in italiano. Quando è andato ad allenare il Le Mans, io rimasi a Dijon. A metà della stagione c’era un po’ di casino nella società, quindi il presidente ha cambiato l’allenatore e ho preso la squadra per una partita. La partita era fuori casa, in seconda divisione. Prendemmo il treno, giocavamo a carte in treno e il treno fermava a Le Mans. Quando il treno si è fermato lì, lui è arrivato. È stato un bel momento, finì 0-0.

Fichaux: Ho avuto la fortuna di avere Rudi come allenatore a St. Etienne. Rudi era il secondo, io giocavo. Quando viaggiavamo stavamo al telefono, quando Rudi ha avuto la possibilità di prendere un altro secondo e un terzo, mi ha chiamato dopo 10 anni. Rudi è una persona fedelissima e riconoscente.

Con la Juve la curva è rimasta in silenzio, come avete preso questa cosa?

Fichaux: Mi sembrava di essere in una chiesa, lo stadio era silenzioso, però dopo la Tribuna e i Distinti hanno cercato di prendere le cose in mano e hanno cantato, ma noi siamo concentrati sul campo e non possiamo guardare le tribune durante la gara.

Bompard: Noi abbiamo avuto un dodicesimo uomo per tutta la stagione, anche fuori casa, io sono stato molto deluso, i giocatori meritavano di essere festeggiati, rispetto lo sciopero dei tifosi, ma non era il momento giusto, loro ci aiutano a vincere le partite.

Qualche difetto di Garcia?

Bompard: Non ha difetti, è un uomo perfetto.

Fichaux: E’ il capo, è un grande, il capo ha sempre ragione.

Nanni: Secondo me sul libro del mister c’è scritto anche molto di come è lui, del suo carattere, di come è cresciuto, della sua vita, delle sue esperienze, è un uomo che si è fatto da solo e sa quello che vuole, gli riconosco il pregio che ti guarda negli occhi quando ti parla, è importante, cerchiamo di non trovare aspetti negativi, così il prossimo anno vinciamo tutto.

Garcia: C’è ancora una partita da vincere domenica (oggi, ndr), andiamo a lavoro!

Fonte: Il Romanista

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom