Rassegna Stampa

La Corte ribalta tutto. Sanzioni fuori casa: caos Inter e Roma esultano

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-12-2013 - Ore 08:22

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La Corte ribalta tutto. Sanzioni fuori casa: caos Inter e Roma esultano

Riaperta  la  curva  Nord dell’Inter per il derby di San Si­ro, che rischiava di giocarsi per la prima volta senza uno spic­chio di tifo per un’imposizione dall’alto e non (come avvenne nel 2006) per lo sciopero degli ultrà.

Riaperta anche la curva Sud della Roma per la sfida di domani col Catania. La Corte di giustizia federale accoglie i ri­ corsi delle due società. O me­ glio, sospende l’esecuzione delle sanzioni decise dal giudice spor­tivo, in seguito ai cori discrimi­ natori  dei  tifosi  nerazzurri  e giallorossi in trasferta a Napoli e Milano. Interlocutoria Non è la prima volta che la Corte adotta un’or­ dinanza interlocutoria, soprat­ tutto quando si tratta di chiusu­ ra di stadi o di settori di stadio. La prima è stata emessa a otto­ bre riaprendo lo stadio del Milan contro l’Udinese. Sempre con la richiesta di «supplementari ac­certamenti istruttori di cui in premessa a cura della Procura federale, acquisito ogni elemen­ to utile da parte degli organi competenti».

 

Sapete   quanto tempo è trascorso da quel sup­ plemento di indagini? Settanta giorni. E non è ancora arrivata una decisione. Motivazioni C’è un filo con­ duttore nei ricorsi di Inter e Ro­ma, che i giudici hanno recepito. Il fatto che le sanzioni siano scat­tate per comportamenti dei tifo­si in trasferta non rende automa­tica l’identificazione degli stessi coi settori poi chiusi da Tosel. La Corte  chiede  approfondimenti per appurare se gli autori dei co­ ripresenti nei settori ospiti del San Paolo e di San Siro «assisto­ no “normalmente” alle partite casalinghe»,    rispettivamente nella curva Nord nerazzurra e in quella Sud giallorossa.Riguardo al caso del­ l’Inter c’è qualcosa di più. I giu­dici chiedono approfondimenti «circa la percezione reale del fe­nomeno espressione di discrim­inazione,  dovendosi  constatare che nel rapporto dei tre collabo­ratori federali non vi è cenno cir­ca l’esatta percezione del feno­meno da parte degli stessi per come  collocati  all’interno  del­l’impianto, bensì si ha riguardo solo alla “percepibilità” da parte dei due settori confinanti a quel­lo occupato dalla tifoseria ospi­te». In parole povere, i cori di­scriminatori non sono stati sen­titi in tutto lo stadio e quindi si deve  approfondire  meglio  la questione.

 

Ovvia la soddisfazio­ ne da parte dell’Inter per l’aper­tura della Nord. L’avvocato An­gelo Capellini ha avuto la possibilità di discutere gli argomenti studiati per il ricorso, in partico­lare soffermandosi sull’identifi­cazione di un numero esiguo di tifosi abbonati in curva e sull’im­ possibilità di parlare di recidiva in presenza di un giudizio sospeso su Torino-­Inter (così adesso le sospensioni che riguardano l’In­ter sono due). Il club nerazzur­ro, poi, tramite il d.g. Fassone, ha invitato a riflettere sulla sproporzione della pena: come può reggere una norma che punisce settori di 8 mila tifosi (14 mila nel caso della Roma) per i cori di 200 ­300 tifosi?  Soddisfazione an­che in casa Roma. Spiega il d.g. Mauro Baldissoni, che ha curato il  ricorso  insieme  all’avvocato Antonio Conte: «Nel merito era­vamo stati puniti per degli episo­di che non riteniamo essere av­venuti.

 

In passato noi siamo stati piuttosto duri nel condannare manifestazioni di razzismo. In questo caso però siamo convinti che nulla di simile sia successo, ma che ci sia stato un grosso equivoco. L’illogicità della nor­ma nasce dal fatto che la chiusu­ ra di un settore ha senso quando si vuole punire in via oggettiva un intero settore dove è avvenu­ to il fatto. Quando si tratta di partite in trasferta, la stessa si­ tuazione non ha senso: nel setto­ re ospiti di San Siro c’erano 900 persone che non risultano abbo­nate in nessun settore dell’Olim­pico». Scelta politica Dietro queste decisioni si percepisce la diffi­coltà che si sta incontrando nel sanzionare  questi  comporta­ menti e dunque un’esigenza ­ sottolineata da entrambi i club ­ di revisione della norma. Esigen­za  importante  almeno  quanto quella di evitare situazioni di pericolo per l’ordine pubblico: con riferimento al derby, visto il fer­mento dei tifosi interisti e la soli­darietà che era stata preventiva­ mente  manifestata  dagli  ultrà del Milan ai «cugini» nerazzurri.

Fonte: Gasport

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