Rassegna Stampa

La difesa diventa il «Wonderwall» degli Oasis

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 02-10-2014 - Ore 09:18

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La difesa diventa il «Wonderwall» degli Oasis

La celebrazione di Totti. E quella di Rudi Garcia, creatore di una nuova (per modo di dire…) band che si chiama Oasis, canta«Wonderwall» e ha in Maicon, Yanga-Mbiwa, Manolas e Cole un muro che, martedì sera, è stato quasi perfetto. Ha conquistato un punto all’Etihad la Roma, ma per la parte giallorossa della città è come se fosse uscita dallo stadio a bottino pieno.

Tutti i tweet Merito di una prestazione che ha riempito gli occhi dei tifosi ma anche i tweet di tutta Italia: #ManchesterRoma e #Totti erano le prime due tendenze nazionali, cercando #Tottilegend si trovavano oltre 100mila menzioni, cercando il nome del capitano romanista oltre 244mila. Merito di un gol che ha fatto il giro del mondo e ha fatto inorgoglire tanto chi lo segue dal lontano 1993. «Solo adesso che è negli ultimi anni della carriera si accorgono di lui. Ma noi da mo’ che sappiamo chi è…», diceva ieri mattina un ascoltatore in radio.

Festa Pallotta Dalle frequenze di Roma Radio a quelle di tutte le altre emittenti locali, le linee sono state intasate, e la gente ha fermato James Pallotta in giro per via del Corso per festeggiarlo. Troppa la voglia di commentare «la più bella Roma europea di sempre», troppa la voglia di condividere i complimenti anche dei non romanisti (su tutti, Fiorello), innamorati di una prestazione che in pochi, fuori da Roma, si aspettavano. A colpire soprattutto la sicurezza con cui i giallorossi sono scesi in campo di fronte ai campioni d’Inghilterra. Nota speciale per Keita: «Ma non ci può adottare? Neanche mio padre e mia madre mi hanno mai dato tanta sicurezza», ha detto scherzando (o forse no?) uno speaker.

Gli ex Per Roberto Pruzzo, la Roma «è una squadra forte anche in Europa. La Juve deve alzare la considerazione dell’avversario e rispettarlo maggiormente», mentre per Vincent Candela «questo è sicuramente l’anno buono per vincere lo scudetto. A Torino, quando Allegri dovrà fare scelte scomode e ci sarà un po’ di stanchezza, succederà un po’ di caos e la Roma ne dovrà approfittare». Per Ubaldo Righetti, «il percorso di conquista dell’Europa è appena iniziato», mentre per Bojan, martedì sera in tribuna a tifare Roma, «Francesco Totti è semplicemente una leggenda. Un re in una grande squadra». Gli ex compagni, vecchi e nuovi, applaudono, i tifosi anche e lo fanno in più lingue.

The king C’è chi parla di Totti «king of the big ring road» (Grande Raccordo Anulare in salsa british) e chi ribadisce che «the spoon is on the table», il cucchiaio è sul tavolo. Specialità della casa, ovviamente. Così come è specialità della casa non dimenticare lo sfottò da derby: tra i tanti fotomontaggi immancabile quello che vede il presidente Lotito, con l’ormai consueta giacca della Nazionale, seduto accanto alla regina Elisabetta sul trono d’Inghilterra, disperati dopo il gol di Totti. Accanto, tre semplici parole: «God save the King». E il re, ovviamente, non era Claudio Lotito.

Fonte: gasport (C. Zucchelli)

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