Rassegna Stampa

La fede cieca di De Rossi, il passato di Candreva

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-04-2013 - Ore 07:31

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La fede cieca di De Rossi, il passato di Candreva

(Il Messaggero) La partita nella partita. I romani nel derby. Per cinque giocatori, nati e cresciuti nella capitale, Roma-Lazio è qualcosa più di una partita. La Roma la fa da padrone, visto che tra le sue fila ci sono quattro ragazzi che provengono dal vivaio e sono tutti romani e romanisti come Totti, De Rossi, Florenzi eRomagnoli, anche se quest’ultimo è di Nettuno, come Bruno Conti.

 

Dall’altra parte, sponda Lazio, c’è il solo Antonio Candreva che, probabilmente, tra i cinque è quello che vive la situazione più particolare e per certi versi più paradossale. Antonio, romano di Tor de Cenci, non solo non si è formato nel vivaio laziale, ma da piccolino, e per sua stessa ammissione, aveva simpatie giallorosse. Poi, verso i sedici anni la decisione di andare via a Terni e tentare la fortuna lontano dalla città dove è nato. Un girovagare che l’ha portato a Udine, Livorno, Torino, Parma, Cesena e infine il ritorno a Roma, sponda Lazio. Qualche difficoltà iniziale, proprio a causa di quelle simpatie romaniste, ma nel derby d’andata la metamorfosi diventa ufficiale: debutto, gol fantastico e nuova vita da laziale.

 

Adesso Candreva vive e sente il derby non solo come giocatore biancoceleste, ma come vero e proprio tifoso. La stessa tensione che stasera vivranno Totti e De Rossi, più Florenzi. Tifosi veri in campo.

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