Rassegna Stampa

La Figc cambia la Serie A

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 21-11-2014 - Ore 08:12

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La Figc cambia la Serie A

Eccole le prime riforme annunciate in estate e che, a detta del presidente federale Carlo Tavecchio, rivoluzioneranno il nostro calcio. Ieri è stato dato il via al primo pacchetto di norme con l’obiettivo di garantire una sostenibilità economica dei club e maggiori investimenti sui vivai nazionali. «E’ stato un Consiglio chiave che riflette la filosofia del fare che abbiamo sempre anticipato -ha sottolineato Tavecchio-, questo Paese deve uscire da uno stallo perché oggi non siamo messi bene». A spiegare ci ha pensato Claudio Lotito, l’artefice del pacchetto di riforme per rivitalizzare i vivai.

 

 

REGOLE EXTRA - La prima grande rivoluzione è legata alle rose dei club. I giocatori a disposizione di ogni squadra saranno 25, di cui 4 cresciuti in Italia e 4 cresciuti nel vivaio del club di appartenenza, libero tesseramento invece per gli Under 21 che per la maggior parte sono italiani. Su quest’ultima norma va specificato che per il prossimo anno ci sarà una stagione di transizione con 8 giocatori del vivaio nazionale.

Capitolo extracomunitari: La movimentazione sarà sempre di due e il tetto rimarrà, per quanto riguarda la serie A, di 40. Il cambiamento sostanziale è legato al fatto che uno dei due extracomunitari dovrà avere un curriculum, ossia essere stato convocato dalla propria nazionale (2 volte nell’ultimo anno oppure 5 negli ultimi 3 anni, ndr). «Chi dice che con questa normativa ci sarà un aumento di stranieri dichiara cose non veritiere» ha rimarcato ancora Lotito. Il consigliere federale ha spiegato che in realtà si tratta di un inasprimento verso quella pratica diffusissima per cui si tesserava un ”carneade” che veniva immediatamente rivenduto liberando così il posto e creando, nella maggior parte dei casi una plusvalenza. Stop alla mercificazione grazie all’introduzione dello Ius Soli nel mondo del calcio. Chiaramente il riconoscimento dello status è solo a livello sportivo. Di cosa si tratta: Un giovane extracomunitario, al primo tesseramento, deve essere residente in Italia ed essere entrato nel nostro Paese con i genitori non per ragioni sportive e, comunque, aver frequentato la scuola per almeno 4 anni. In questo modo il giovane sarebbe formato in Italia e quindi assimilabile, ma non potrà essere utilizzato per la sostituzione di un nuovo calciatore extracomunitario. Il terzo punto chiave è legato al Fairplay finanziario. Ogni società dovrà avere il pareggio di bilancio come condizione necessaria per l’iscrizione al campionato.

 

BUDGET –  Approvato inoltre il budget per la stagione 2014-2015. «Chiaramente è in passivo, ci attesteremo su una perdita di 10 milioni. Il buco in realtà è di 20 milioni, ma recuperiamo dalle cessioni che il Coni farà». Ha spiegato Tavecchio. Il mondo del calcio ha subito un taglio dei contributi da parte del Coni di 25 milioni: «Se a ottobre ti vengono tolti 25 milioni di ricavi cosa deve fare l’amministratore? Noi fatturiamo 6 miliardi all’anno per il Paese, non possiamo essere un pozzo di San Patrizio dove si mettono le mani e si tirano fuori soldi. Nel 2016 non può più essere così». Ha sottolineato polemicamente il presidente della Figc che, sempre ieri, ha incontrato il professore Victor Uckmar per capire se l’utilizzo dei marchi delle scommesse sia legittimo e perché i possessori dei marchi non ottengono ristoro. Dopo questo primo passaggio in Consiglio Federale, toccherà, o almeno dovrebbe toccare, alla madre di tutte le riforme, come la chiama Tavecchio: La riforma dei campionati. La serie A dovrebbe scendere da 20 a 18 squadre, la B da 22 a 20 e la Lega Pro, ora a 60, non si sa. C’è chi la vorrebbe a 40, ma Macalli è fiero oppositore.

Fonte: il messaggero (E. Bernardini)

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