Rassegna Stampa

La gaffe di Tavecchio è un caso internazionale. Fifa e Ue chiedono spiegazioni: “Razzismo fuori dal calcio”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-07-2014 - Ore 11:38

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La gaffe di Tavecchio è un caso internazionale. Fifa e Ue chiedono spiegazioni: “Razzismo fuori dal calcio”

«No che non mollo»: Carlo Tavecchio si chiude nel fortino anche se adesso è davvero accerchiato. «Mi sono ritrovato più importante di Sua Santità, della guerra in Palestina e del Tour de France e non ero abituato a tutto questo. Ho fatto un’uscita infelice, ho sbagliato e ho chiesto scusa dieci volte». La Fifa però chiede che la Figc indaghi, la Ue ammonisce (“non ci sia posto al razzismo”), la Lega di A si spacca e molti politici (ma non Renzi) gli chiedono di ritirare la candidatura. Di rinunciare l’11 agosto a diventare il nuovo numero 1 del calcio: ma, attenzione, anche se Tavecchio facesse un passo indietro (cosa quasi impossibile, al momento), non è detto che i suoi voti convergerebbero sul rivale Albertini. E così, in caso di stallo totale, il Coni metterebbe un commissario. Chi? Lo stesso presidente del Coni, Malagò, che spazzerebbe via un’intera generazione di dirigenti. Ma non succederà. LA FIGC intanto entro giovedì risponderà alla Fifa. Il massimo organismo mondiale del calcio in una nota ha spiegato: «Le notizie di stampa sui presunti commenti razzisti da parte di uno dei candidati alla presidenza della Federazione italiana hanno allertato la Task Force della Fifa contro il razzismo e la discriminazione e il suo presidente Jeffrey Webb».

La Federazione internazionale ha scritto una “lettera alla Figc chiedendo di prendere le misure appropriate per indagare e decidere sulla questione e riferire alla Fifa. Nella lettera la Fifa ha ricordato alla Federazione italiana che la lotta contro il razzismo è una priorità assoluta per la Fifa stessa e che i dirigenti della comunità calcistica sono tenuti ad agire come modelli di riferimento nella lotta contro il razzismo». Abete precisa: «Non è un’inchiesta ».

Lieve come sempre Zamparini, presidente Palermo: «Vergognosi gli attacchi a Tavecchio, la Fifa andrebbe sciolta». La Ue ha approvato invece l’iniziativa di Blatter: «Bene il richiamo da Zurigo, non ci sia posto per il razzismo». Tace Michel Platini (che è amico di Tavecchio). Simbolico l’arrivo, intanto, del candidato presidente a Sky, scortato dal suo grande sostenitore Lotito. Il presidente della Lnd ha sbagliato strada ed è stato condotto verso lo studio giusto dal proprietario della Lazio che ha sibilato: «Adesso sistemiamo tutto, poi ci divertiamo». A fianco di Lotito si è seduto Galliani che ha difeso Tavecchio: «Le sue sono state frasi infelici ma non fanno di lui un razzista. La nostra posizione non cambia». D’accordo anche Preziosi. In mattinata, dopo la Fiorentina, si sono smarcati Samp e Cesena: «Ha detto una cosa grave. Da questo momento mi sento libero di votare secondo coscienza », commenta Lugaresi. In serata si sono diffuse voci su un suo riavvicinamento a Tavecchio. «Adesso sono ancora arrabbiato», ha ribadito il n. 1 dei romagnoli lasciando capire che in questo momento non voterebbe per il candidato in vantaggio. Alcuni presidenti di A sono andati da Lugaresi per complimentarsi con la sua presa di posizione ma non escono allo scoperto.

Tra i club meno schierati cresce la voglia di un confronto per verificare se cambiare orientamento dopo la gaffe razzista: riunione notturna, a cena. Il Toro vacilla. «È stato un fallo da rigore, bisogna capire se sarà anche da espulsione», spiega un dirigente. Arrivano notizie su molti calciatori di A sconcertati perché i loro presidenti non prendono le distanze da Tavecchio mentre cresce la sensazione che ci saranno molte schede bianche nell’assemblea di agosto, anche in B e Lega Pro. James Pallotta parlerà oggi, da Dallas. Il patron della Roma è rimasto “stupito” non solo dalle parole di Tavecchio (in Usa sul razzismo non si scherza) ma soprattutto dal silenzio di chi lo appoggia e che non gli chiede di ritirarsi. Tavecchio ha tagliato corto: «Ho il sostegno delle Leghe, vado avanti». Ma il partito del “passo indietro” intanto cresce: ecco Fratoianni (Sel), Buonanno (Lega Nord: ma Salvini e Borghezio lo difendono), Marcucci, Coccia, De Giorgi, Morassut, Realacci e Fiano (Pd). Oggi Renzi riceve Malagò e i campioni della scherma: che dirà il premier? Giovedì il n.1 dello sport italiano parlerà con i due candidati.

Fonte: LA REPUBBLICA - BIANCHI / SCACCHI

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