Rassegna Stampa

La Juve è più forte La vera differenza la farà Zaza

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-06-2015 - Ore 07:14

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La Juve è più forte La vera differenza la farà Zaza

CORRIERE DELLA SERA – SCONCERTI - È interessante seguire il lavoro della Juve nella ricostruzione dell’attacco. Lo scorso anno qualche problema arrivò proprio dalle punte. I gol di Tevez e la crescita di Morata coprirono la leggerezza di Llorente, Coman e Matri, ma nella parte finale della stagione, soprattutto in Champions, solo 5 gol segnati in 5 partite, 2 dei quali su rigore, il problema diventò evidente. Qualche problema c’è ancora. Dybala sarebbe un grosso rinforzo se non partisse Tevez. Dovendolo sostituire in tutto non è facile arrivi a 20 gol e al tasso d’inquietudine che l’argentino portava agli avversari. Dybala è uno straordinario progetto di attaccante, ricorda molto Del Piero, ma il suo record sono per ora i 7 gol su azione segnati a Palermo. Nel confronto tra vecchio e nuovo, molto meglio Mandzukic di Llorente, giocatore fisico da lotta europea, non finissimo, ma fondamentale nel risolvere le partite da solo, fuori dagli schemi. Lui e Morata rappresentano pensieri diversi, modi opposti d’interpretare la partita. Questo aumenta l’utilità del croato. Dove nel cambio la differenza è enorme è nella sostituzione di Matri con Zaza. A me sembra proprio Zaza in questo momento l’acquisto migliore della Juve. Ha meno classe pura di Dybala, pur avendone molta, ma è giocatore già quasi completo, abbastanza abituato al gol e a un gioco di attacco. È più compiuto, senza problemi d’inserimento. Può anche sostituire Dybala, ha la fantasia per farlo. Mi sembra che Allegri lo pensi soprattutto come seconda punta, magari allargando di qualche metro Morata. Il giocatore che manca adesso è il sostituto di Coman. Uno Jovetic sano sarebbe quasi ideale per il gioco della Juve. È più incisivo di Oscar e più deciso di Isco. Comunque ottimi. Manca nel complesso forse un po’ di potenza quando non giocherà Mandzukic. Allegri aspetta l’ultima crescita di Morata nel tenere il pallone quando la squadra esce dalla propria area e cerca la sponda dell’attaccante per ripartire. La vera differenza di quest’anno sta nella diversità degli schemi a disposizione. Prima c’era Llorente per Morata, punto e basta. Oggi l’ingresso di Mandzukic e Zaza può cambiare qualunque partita anche giocata male. Manca solo un ultimo sforzo.

Fonte: CORRIERE DELLA SERA – SCONCERTI

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