Rassegna Stampa

La Lazio non è ancora grande

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 19-04-2015 - Ore 07:18

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La Lazio non è ancora grande

TORINO Non cambia nulla. La Lazio perde male a Torino ma resta in corsa per la Champions anche se probabilmente oggi subirà il controsorpasso della Roma. La Juve è di un'altra categoria, lo diceva la classifica, lo conferma il campo e un verdetto senza pietà. Tevez e Bonucci in mezz'ora e tutti a casa con la banda Pioli che mostra lacune difensive che nelle ultime otto partite tutte vinte non si erano viste. Non c'è gloria nella piovosa notte allo Stadium, i bianconeri restano un tabù impossibile per la Lazio lotitiana (ultima vittoria nel 2002). E con la finale di Coppa Italia all'orizzonte c'è poco da stare tranquilli.
LE SCELTE DEI TECNICI

Allegri lascia a riposo solo Morata e Lichtsteiner, per il resto sono tutti i titolari escluso il lungoodegente Pogba che all'andata aveva distrutto la Lazio. Davanti la coppia Tevez- Matri col ritrovato Pirlo in regia. Proprio per contrastare il regista azzurro Pioli sceglie il 4-3-3 spedendo il tattico Mauri sulle tracce della fonte primaria del gioco juventino. A centrocampo un terzetto col giovane Cataldi e Lulic ai lati del solito Biglia (Parolo è ko). Il tecnico biancoceleste non se la sente di rischiare la mediana leggera con i quattro tenori tutti in campo e alla fine paga Candreva, inizialmente in panchina. Difesa rabberciata senza Radu e soprattutto De Vrij, tocca a Cana affiancare Mauricio mentre in attacco Anderson e Klose hanno il compito di pungere Buffon. Dirige Rizzoli davanti a 40mila spettatori con 2mila laziali a spingere la banda Pioli: atmosfera da brividi.
AVVIO CHOC

Tutte le alchimie tattiche preparate a Formello vanno in frantumi per una questione di centimetri. Dopo un quarto d'ora equilibrato la Juve affonda e fa malissimo. Spizzata di Vidal, Mauricio sale male, Tevez s'invola tutto solo verso Marchetti e lo fa secco con un diagonale chirurgico di sinistro. La Lazio sbanda, non si ritrova, il centrocampo bianconero è padrone, Biglia prende un colpo in testa e sparisce. Per carità un minimo di reazione c'è ma poco dopo il banco salta. E riemergono antichi difetti tanto che Bonucci recupera palla sullo stralunato Biglia, si fa cinquanta metri tutto solo e batte ancora l'incolpevole portiere laziale. Un disastro totale, troppi errori, troppe uscite alte nei tempi sbagliati proprio come nella sfida d'andata. È passato un girone ma non si vede.
RITORNO AL PASSATO

Con una Juve che lascia spazio sulle fasce ecco Candreva all'inizio della ripresa. Pioli corregge in corsa il peccato originale, esce Braafheid e riecco il 4-2-3-1 con Lulic che scala nel ruolo di terzino sinistro. Qualcosa si muove anche se ora è la partita ideale per il contropiede juventino, la Lazio rischia il tutto per tutto, guadagna angoli, chiude i campioni d'Italia nella propria area. Buffon respinge una punizione di Candreva poi Pioli capisce che Mauri è impalpabile e getta nella mischia Keita. Ora il modulo è spregiudicato, non c'è più nulla da perdere. L'atteggiamento è quello giusto ma si costruisce poco nonostante lo sforzo anche perché i cambi di Allegri sono Morata e Pereyra, due tipetti mica male.
FINALE GENEROSO

La Lazio ci mette il cuore, prova a riaprire una partita finita dopo mezz'ora per due ingenuità clamorose davanti alla squadra che domina il campionato ormai da quattro anni. Qualche percussione di Candreva, Keita spinge, Anderson purtroppo non si accende mai, Klose schiuma rabbia senza riuscire a trovare il varco nella difesa bianconera che si conferma la più forte, Cataldi rimedia un rosso inutile. Non è serata, piove a dirotto, per arrivare a livello della Juve c'è tempo e alla Lazio non resta che ripresentarsi il prossimo anno. Si spera.

 

Fonte: Luigi Salomone

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