Rassegna Stampa

La Lilla di Rudi Garcia, il sergente dei sogni «E’ un pezzo di storia, non lo dimenticheremo»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-06-2013 - Ore 09:15

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 La Lilla di Rudi Garcia, il sergente dei sogni «E’ un pezzo di storia, non lo dimenticheremo»

(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese) Se non fosse che ha vinto uno scudetto e una Coppa di Francia, a Lilla sembrerebbe quasi che Garcia fosse già scivolato nel dimenticatoio. Del resto, Seydoux ci ha messo un attimo a sostituirlo (con Renè Girard, ex Montpellier, lo scorso anno soffiò il titolo ad Ancelotti), così come quest’angolo delle Fiandre francesi sembra averlo già sepolto.Poi, però, giri meglio e ti accorgi che in realtà Garcia è per tutti un pezzo di storia, da salvaguardare nella sua privacy più intima. Un monumento, insomma, per una città che con lui è tornata a sognare dopo 57 anni di anonimato. «Per me è come un fratello, con lui andrei anche in guerra e so che lui farebbe lo stesso per me – dice Guy Marseguerra, direttore del teatro Sebastopol -. Rudi ha un solo difetto, se così si può dire: è “dopato” di calcio. Ma non vi preoccupate, non ha paura delle pressioni di Roma. Anzi, queste sono le sfide che gli piacciono di più». 

CUORE E CICATRICI Garcia è in Francia, fa la spola tra Lilla e Parigi, dove vive sua moglie Veronique e le tre figlie: Carla (21 anni e un lavoro nel campo della moda), Clara (16) e Lena (14). Nessun divorzio quindi, «con la famiglia va d’amore e d’accordo». Lunedì sbarcherà a Roma, dove verrà presentato due giorni dopo, per poi tornare a Lilla e dare l’addio giovedì, in un’altra conferenza. «Qui ci ha fatto sognare, ci lascia un pezzo di cuore – dicono dalla “Voix du Nord”, il quotidiano delle Fiandre -. Per noi è il più bravo tra i tecnici francesi, ma non ha ancora l’immagine di Deschamps o Blanc». Eppure era cominciata male, con quelle che proprio Rudi definì «cicatrici», un esonero rientrato dopo soli 15 giorni. Poi, però, il «Sergente», come lo chiamano da queste parti, ha trovato il suo ambiente, a cominciare dagli amici: Gilberto è uno di questi, un abruzzese che ha 4 ristoranti (3 a Lilla e uno a Valenciennes) e che lo accoglie almeno un paio di volte alla settimana («Grande persona Rudi, ma ha un difetto: non ha mai lasciato neanche una mancia», dicono a La Bottega). Così tanto amici che gli ha dedicato anche l’antipasto Rudi: affettati, calzone, pomodori secchi e carciofi ripieni e un prezzo, 16 euro, stellare. 

OASI DI PACE Del resto, Rudi a Lilla ha sempre vissuto in una realtà ovattata, l’opposto di quello che lo aspetta a Roma. Le passeggiate nella città vecchia, le lunghe serate a teatro (l’ultima volta è stata una commedia di Gad Elmaleh) e la boutique «Salvanne» in centro, di cui è proprietario con il cugino Salvador (designer) e aperta due anni fa per una scommessa, quella di dover arrivare tra i primi cinque. Garcia fece molto meglio, vinse lo scudetto. E in giro per la città ci andò con un microfono sul pullman scoperto, anche se poi la sua oasi di pace l’ha trovata fuori Lilla: fino a sei mesi fa a Sainghin-en-Melantois (a Rue Marsy), poi a Villeneuve D’Ascq (a Rue Massena), un mix romano tra Olgiata e Casal Palocco, sullo sfondo del golf club de Brigode, proprio dove il Lilla ha costruito il suo nuovo stadio, il Grand Stade Lille Métropole, una bomboniera inaugurata un anno fa. 

Tra Totti e De Rossi A Roma sarà diverso, a cominciare dai giocatori. «Davanti vuole tre punte veloci – dicono a la “Voix du Nord” -. Totti? Può giocare come falso 9, come fece Hazard o Mavuba». Mavuba è il capitano del Lilla e saputo dell’addio di Garcia ha chiesto la cessione. «Perché lui ama i suoi giocatori – continua Marseguerra -, Pjanic gli piace tanto, lo conosce da Lione. E Lamela lo considera perfetto per il suo gioco. De Rossi via? Strano, lo adora, ne ha sempre parlato bene. Di certo, prima ci parlerà». Garcia è così, a Lilla sembra già dissolto nell’aria. Ma per tutti resterà sempre il «Sergente» dei sogni.

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