Rassegna Stampa

La miscela Gasperini: “Ci ho preso gusto”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-12-2014 - Ore 11:53

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La miscela Gasperini: “Ci ho preso gusto”

«È il mio Genoa migliore», ora, dopo la vittoria sul Milan che ha portato il club più antico Italia in alto come non accadeva da 66 anni, Giampiero Gasperini può dichiarare quello che pensava da tempo. Aveva confidato di avere «sensazioni molto positive». Il Genoa di Milito e Thiago Motta arrivò quarto con la Fiorentina e non andò in Champions per gli scontri diretti. Questo è il Genoa di Perin, Bertolacci e Perotti. «Ma soprattutto — spiega — c’è una rosa livellata. Non ci sono titolari e riserve, si equivalgono un po’ tutti e questo mi piace da matti. Ho la possibilità di elaborare nel mio laboratorio soluzione diverse ». Difensori che non scappano dietro ma scalano alto per attaccare la palla, linee dei reparti ravvicinate, ripartenze, grande aggressività: il 3-4-3 è il marchio di fabbrica. «Già, la difesa a tre… Moratti all’Inter me la contestò sin dal primo giorno». Cambiasso, a Novara, fu inquadrato dalle telecamere fare segno “quattro” ai compagni. Un golpe in piena regola. Il giorno dopo Gasperini venne cacciato. A Palermo finì nel tritacarne di Zamparini. A Genova nessuno si sogna di metterlo in discussione. O quasi. Dopo il pareggio con l’Empoli dalla tribuna si levò una mini protesta, lui tornò indietro e mandò a qual paese i contestatori. Poi li invitò a restarsene a casa: «Di questa gente dal mugugno facile il Genoa non sa che farsene ». Riesce ad essere se stesso solo alla guida del Genoa. Un’alchimia apparentemente inspiegabile, un mix perfetto tra la geniale creatività di Scoglio e il lucido realismo di Bagnoli, gli allenatori che avevano fatto la storia negli ultimi 25 anni. Preziosi si era aggrappato a Gasperini il settembre dello scorso anno nel momento più difficile della sua presidenza: squadra in fondo alla classifica e complicatissima situazione economica. Dopo che in tre anni aveva cambiato 8 volte l’allenatore (anche un Ballardini bis), è passato sopra il suo orgoglio e l’ha richiamato. Gasperini è riuscito a contenere la bulimia che assale Preziosi durante la campagna acquisti: «Presidente, non mi spaventa fare una squadra con prestiti o parametri zero, ma ogni giocatore che arriva deve essere funzionale al progetto tattico». Il suo capolavoro è il recupero di Perotti, talento perso nella depressione, acquistato dal Siviglia per 300 mila euro, ora vale 30 volte tanto. «Prima della partita col Milan — confida Gasperini — ero curioso di capire quanto fossimo vicini o distanti da loro. Ho avuto le risposte che mi aspettavo. Non mi illudo, dietro di noi prima o poi torneranno a correre. E allora noi, che ci abbiamo preso gusto, dovremo continuare ad andare forte. Il terzo posto non si difende, va attaccato. Andando in campo per vincere. In casa e fuori. Contro qualsiasi avversario». Garcia e la Roma sono avvisati.

Fonte: La Repubblica - GESSI ADAMOLI

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