Rassegna Stampa

La missione a Cagliari: dimenticare il Porto. Dzeko non c’è, El Shaarawy sì, Juan Jesus forse

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 28-08-2016 - Ore 07:26

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La missione a Cagliari: dimenticare il Porto. Dzeko non c’è, El Shaarawy sì, Juan Jesus forse

CORRIERE DELLA SERA – VALDISERRI - Ricominciamo. Il coro della curva, ripreso da un vecchio successo di Adriano Pappalardo, si adatta alla perfezione alla situazione della Roma, partita per Cagliari con un obiettivo chiaro: vincere per dimenticare la serataccia vissuta all’Olimpico contro il Porto.

Una sconfitta che è costata la partecipazione alla Champions League e 30 milioni di introiti sicuri. La cosa peggiore, però, sarebbe farsi condizionare anche per il resto della stagione.

Di sicuro la sconfitta ha già prodotto un risultato: il tono delle parole del d.g. Baldissoni dopo il sorteggio di Europa League e di Luciano Spalletti ieri, alla vigilia della trasferta, si è fatto più basso. La Roma che doveva asfaltare il Porto adesso «dovrà dimostrare sul campo di essere più forte degli avversari di Europa League» e il «gruppo più talentuoso che abbia mai allenato» (confessione del presidente Pallotta dopo un dialogo con Spalletti) è diventata «una squadra di giocatori forti».

A Cagliari - oltre ai lungodegenti Ruediger e Mario Rui - mancheranno Torosidis (in partenza per Bologna) e Totti (problemi alla caviglia). Convocato ma in forte dubbio Juan Jesus, con Florenzi che dovrebbe tornare a fare il terzino destro e Bruno Peres spostato a sinistra.

Turno di riposo per Dzeko, con El Shaarawy (non convocato da Ventura in nazionale) schierato dal primo minuto in un probabile 4-2-4.

Serve una vittoria per riprendere un filo che Spalletti pensa di aver perso per un momento — anche se importantissimo — ma non per sempre: «Nel calcio è importante vincere, ma a volte è più importante resistere alle sconfitte. Questo è un risultato di cui bisogna far tesoro. Ci porteremo dietro delle cose, ma bisogna andare oltre, raggiungendo i nostri tanti obiettivi. La sconfitta ci ha insegnato molto. I miei calciatori sono in movimento e vogliono andare avanti, continuando a impegnarsi sul lavoro e sull’impegno messo nel periodo precedente. Meritano altre chance».

La merita anche Spalletti, che con la Roma ha ottenuto tante vittorie ma è salito sul banco degli imputati per la formazione schierata contro il Porto, con De Rossi improvvisato difensore centrale.

La domanda è scontata: se potesse ritornare indietro, farebbe le stesse scelte? La risposta lo è altrettanto: «Se il risultato è stato questo vuole dire che ho commesso degli errori. Ho passato ore a pensarci dopo la gara, condividendo i miei pensieri con quelli che ho vicino. Mi dispiace, c’è rammarico, ma si va allo step successivo. Si dà il contributo per trovare stimoli e obiettivi nuovi. Non si guarda indietro».

Fonte: Corriere della Sera - Valdiserri

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