Rassegna Stampa

La nazionale che rischia un caso conte

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-10-2015 - Ore 07:17

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La nazionale che rischia un caso conte
REPUBBLICA - CURRO' - AL DI LÀ delle simpatie personali e dei gusti sul gioco della Nazionale, Antonio Conte appare oggettivamente l’incarnazione sempre più autorevole dei famosi sessanta milioni di commissari tecnici italiani. La sua Italia, dall’idea tattica spregiudicata ma non visionaria, ha conquistato con una giornata di anticipo la qualificazione all’Europeo del 2016. Lo ha fatto senza stelle paragonabili al passato. Senza il blocco guida di una squadra leader, nel campionato per ora privo di bussola e invaso dagli stranieri. Soprattutto, senza il sostegno dei presidenti delle squadre, che anzi negano volentieri al ct la loro strapagata manodopera e la inducono ad anteporre sempre alla maglia azzurra le esigenze del club.
Conte rappresenta per il presidente della Federcalcio Tavecchio il fiore all’occhiello, se non addirittura il vero garante di una gestione partita subito ad handicap. Ma il rischio di perderlo dopo Euro 2016 è concreto: affiorano le sue nostalgie per il lavoro di campo, frammiste alla nota insofferenza per il compromesso intrinseco all’attuale ruolo, alla delusione per la diaspora degli infortunati più o meno gravi ad ogni raduno e al fastidio per gli strascichi giudiziari dell’annosa inchiesta di Cremona sul calcioscommesse. Il rischio più immediato è che la Nazionale vada in Francia nel giugno prossimo con un ct già sulla porta per l’addio.
Non sarebbe una novità, però l’esperienza insegna che non è mai una bella cosa. Stavolta l’aggravante è la crisi conclamata del movimento, alla quale soltanto vittorie convincenti come quella di sabato a Baku possono fornire l’antidoto. Ieri Tavecchio ha dato il via informale alla missione per trattenere Conte fino al Mondiale 2018, che passa attraverso un difficile girone di qualificazione. Le probabilità di successo sembrano minime, anche se la questione non è economica, perché il commissario tecnico guadagna bene. Fare chiarezza al più presto è una necessità: per il calcio italiano e per la Figc stessa.

 

Fonte: REPUBBLICA - CURRO'

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