Rassegna Stampa

La nuova metro (B2) e un ponte sul Tevere: il Comune incassa le opere pubbliche

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-03-2014 - Ore 10:40

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La nuova metro (B2) e un ponte sul Tevere: il Comune incassa le opere pubbliche

«Lo stadio? Ci deve essere l’interesse pubblico…». Giovanni Caudo, assessore all’Urbanistica del Comune, è molto chiaro. Se per i tifosi il nuovo impianto è un sogno, per la Roma un investimento, per il Campidoglio deve essere un’opportunità. Il mezzo, cioè, attraverso il quale si «sviluppa un quadrante della città, ma apriremo una fase di condivisione pubblica del progetto», agendo in due direzioni: la Roma-Fiumicino da una parte, l’Eur dall’altra. Per farlo, i «paletti» della giunta Marino sono già definiti: «Con Pallotta e i dirigenti della Roma — spiega Caudo — ci siamo incontrati e parlati più volte, da gennaio ad oggi. E, da parte nostra, abbiamo chiesto due cose principalmente ». Sarebbero? «Il prolungamento della metro B, dalla stazione Magliana a Muratella, passando per Tor di Valle. E poi il collegamento, tramite un ponte, dell’autostrada Roma-Fiumicino col quartiere dell’Eur, per risolvere il groviglio del cavalcavia che dalla Magliana sale in direzione della Colombo».

Un progetto, quello di Caudo, strategico da due punti di vista. La nuova metro, già ribattezzata «B2» (sarebbe la seconda «diramazione» della B, dopo quella piazza Bologna/Conca d’Oro) favorirebbe gli arrivi alla«Nuvola», il centro congressi progettato da Massimiliano Fuksas: dall’aeroporto, si prende il trenino, si cambia a Muratella, si scende a Magliana e o si va a piedi (saranno 5-600 metri in tutto), oppure si prosegue sulla B fino ad Eur Fermi o Palasport. Il secondo aspetto, aiuterebbe a fluidificare il traffico automobilistico, ma creerebbe anche un’interconnessione con la Fiera di Roma.

C’è un terzo aspetto, che però riguarda la Regione: «Gli investimenti — spiega Caudo — devono riguardare anche la Roma-Lido». È quella che ferma, appunto, a Tor di Valle (stazione che va sicuramente potenziata) ed è uno degli incubi dei pendolari romani. Proprio per questo, visto che gli enti coinvolti sono già due, il progetto stadio dovrà superare due approvazioni: «Da quando ci verrà presentato lo studio di fattibilità — insiste Caudo — noi del Comune avremo 90 giorni di tempo per dire sì o no. E poi toccherà alla Regione, che di giorni ne avrà 180». Ma quando arriverà lo studio elaborato dai tecnici della Roma? «Entro due o tre settimane al massimo». Significa che, se tutto va bene, i lavori potrebbero partire ad inizio 2015 e concludersi un paio di anni dopo.

Già, ma chi li mette i soldi? «Non certo noi, o la Regione. L’investimento è interamente privato: la Roma o Parnasi, dipende dai loro accordi». E il resto delle opere? Cubature, servizi commerciali, parco Disney?«Aspettiamo di vedere il progetto complessivo. Di sicuro, non ci saranno costruzioni residenziali. Anche perché, a Roma, abbiamo un’esigenza diversa: col Piano Casa, molti uffici sono diventati abituazioni. Ce ne servono di nuovi per creare un centro direzionale, dove potrebbero andare grandi aziende sia italiane che internazionali ». Ed è chiaro, a quel punto, che la «nuova» metropolitana o il rifacimento della Roma-Lido diventerebbero opere indispensabili perché il quartiere non esploda.

Fonte: Corriere della Sera/Menicucci

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