Rassegna Stampa

La parabola di Baldini, al capolinea di Londra

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-08-2015 - Ore 07:03

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La parabola di Baldini, al capolinea di Londra

IL MESSAGGERO - FERRETTI - Reciso il cordone ombelicale con Fabio Capello, per anni suo Gran Cerimoniere, Franco Baldini ha via via smarrito la voglia e/o la forza di fare calcio. O forse di farlo alla sua maniera. Quella che, una bella manciata di anni fa, lo aveva portato da semplice consulente di mercato di Franco Sensi a diventare direttore generale della Roma targata Usa, dopo aver attraversato - a braccetto con Don Fabio - ricche esperienze al Real Madrid e alla Football Association. Il giorno del suo (secondo) addio alla Roma, dopo il fallimento dell’operazione Luis Enrique e il tonfo del ritorno di Zeman, si intuì che il mondo del pallone, a lui dirigente troppo colto e (radical) chic per mischiarsi con i combattenti della vita, ormai stava stretto. La scelta di Londra, sponda Tottenham, più un dovuto atto di amore nei confronti di una città e di uno stile di vita sognato fin dai tempi della gioventù a Reggello, famoso nel mondo per l’uscita sull’A/1, che una nuova pagina di lavoro. Troppo controverso, Baldini. E anche troppo pieno della sua bravura per continuare a vivere, anche se molto bene, a contatto con un pallone che apparentemente non gli suscitava più emozioni. In realtà, uno come lui si è sempre voluto sentire un estraneo o poco più: lo dicono i fatti, non soltanto le sue parole. Esempio: arrivato (tornato) nell’autunno del 2011 alla Roma per cambiare il mondo, non ha avuto neppure la forza per cambiare il Capitano. Leggendaria la sua prima conferenza-stampa da dg di James Pallotta: tutti ad aspettare lo snocciolamento di programmi, disegni e progetti, invece «non so neppure io perché sono qui», il suo debutto, «e non chiedetemi biglietti omaggio». Troppo intelligente, Frank, per pensare che non avesse misurato le parole: tutto studiato, tutto calcolato per dar corpo continuo alla sua immagine di “diverso”, il fondamento della sua carriera.

OH REGGELLO... Il Daily Mail ha scritto ieri che la sua avventura al Tottenham, dove da tempo ha perso potenza e poteri, sta per chiudersi. Ricomincerà, chissà quando, da un’altra parte, inseguendo la solita chimera e forse anche se stesso. Un angolo di via Margutta, in fondo, con un pizzico ci fantasia lo si può trovare qualsiasi latitudine. L’importante è non cercarlo a Reggello.

Fonte: IL MESSAGGERO - FERRETTI

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