Rassegna Stampa

La prima di Pallotta a casa di Agnelli

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-10-2014 - Ore 08:51

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La prima di Pallotta a casa di Agnelli

Franco Baldini, se poteva, preferiva non frequentarlo. Troppo il fastidio nel vedere stampato ovunque un numero di scudetti non corrispondenti a quelli dell’albo d’oro reale. Jim Pallotta non ci è mai stato ma lo ha fatto studiare dai suoi uomini attentamente, per trarre qualche spunto utile. È lo Juventus Stadium, il fortino inespugnabile (o quasi) che il presidente romanista scruterà dalla tribuna per la prima volta stasera.

A caricare la squadra a Trigoria ci ha pensato personalmente venerdì a Trigoria, mentre ha lasciato a Baldissoni e Zanzi il compito di accompagnare i giocatori nella vigilia vissuta in un albergo al centro di Torino, dove un centinaio di tifosi hanno accolto la squadra. Pallotta arriva oggi col suo jet privato, in compagnia di una quindicina di amici compreso l’inseparabile Alex Zecca. Nessun incontro istituzionale programmato prima della partita, la stretta di mano con Andrea Agnelli è attesa direttamente allo stadio che per la prima volta in stagione registra il tutto esaurito. I due presidenti si conoscono, hanno avuto modo di confrontare le rispettive idee in un paio di occasioni e ora si ritrovano, senza necessariamente volerlo, fianco a fianco come leader dell’opposizione del governo calcistico.

 

I punti in comune tra le due società non mancano, così come gli sgarbi continui sul mercato: quasi sempre, finora, l’ha spuntata Sabatini. Eppure il fatturato vede ancora nettamente davanti i bianconeri, con 315 milioni di ricavi allo scorso 30 giugno che sono quasi il triplo dei 128 giallorossi. Pian piano, però, la forbice potrebbe assottigliarsi grazie agli introiti Champions di cui la Roma gode da quest’anno e i nuovi sponsor in arrivo. A tutto il resto ci pensa Sabatini, come si legge nel bilancio: qualora la società non fosse in grado di reperire le risorse necessarie «può comunque fare affidamento al valore dei suoi asset aziendali, ed in particolare sui diritti pluriennali alle prestazioni sportive dei calciatori, il cui valore di mercato complessivo, superiore al valore contabile, rappresenta una solida base di sicurezza».

Margini di crescita ulteriori arriveranno con lo stadio, ma chissà quando. In Italia, di più, non si può: il campionato ha perso appeal, Agnelli e Pallotta si sono stancati di farlo notare.

Fonte: Il Tempo

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