Rassegna Stampa

La promessa di Spalletti a Pallotta questa squadra è forte e può vincere

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-01-2016 - Ore 07:12

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La promessa di Spalletti a Pallotta questa squadra è forte e può vincere

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI - Il matrimonio tra James Pallotta e Luciano Spalletti — celebrato a Miami prima che l’allenatore ripartisse per Roma, a prendere per mano una squadra che esce da una sola vittoria nelle ultime dieci partite — è stato costruito su una promessa del tecnico: questa squadra è forte e può vincere. Il presidente non voleva sentire altro. 
Pallotta aveva perso la fiducia in Garcia («Insieme abbiamo vissuto momenti positivi, ma riteniamo che questo sia il momento giusto per cambiare» è stato lo scarno comunicato dell’esonero di Garcia) e il suo braccio destro, Alex Zecca, è stato il grande sponsor del ritorno di Spalletti. L’incontro di Miami ha molto avvicinato presidente e nuovo allenatore: non è stato un problema fargli un contratto ancor più ricco di quello di Garcia (4,5 milioni netti per i prossimi 18 mesi, un’opzione legata ai risultati per il terzo anno), né garantire a Spalletti gli uomini dello staff che voleva (Baldini e Domenichini, più Franceschi che troverà già a Trigoria). 
Spalletti, che oggi pomeriggio guiderà il primo allenamento, avrà qualche rinforzo. Arriverà Perotti, perché Sabatini non può premettersi un altro sgarbo a Preziosi, dopo Iturbe; si tratta con il Barça con Adriano, perché un terzino destro serve; da Empoli potrebbe arrivare Tonelli, il difensore centrale mancino che manca; restano le piste che portano a Caceres, Santon, De Sciglio e, soprattutto, Criscito. Se non adesso, a giugno. 
Spalletti dovrà combattere contro i «riportini», cioè le voci che uscivano da Trigoria e lo facevano infuriare. Tra i social media e i report fatti quotidianamente a Pallotta ci sarà da divertirsi. Dentro la Roma c’è chi teme assai il carattere «fumantino» di Spalletti e il fatto che ritorni in una piazza che, nel tempo, è cambiata. Ma era e resta la miglior scelta possibile in un’emergenza in cui la dirigenza si è cacciata da sola. 
Rudi Garcia, ieri, ha salutato tutti a Trigoria, con commozione. Ha passato momenti esaltanti (le dieci vittorie consecutive del primo campionato), altri difficili ma appaganti (il secondo posto strappato con le unghie e con i denti l’anno scorso), altri ancora deprimenti (l’andamento in Champions League, le ultime settimane) [...]

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRI

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