Rassegna Stampa

«La reazione che volevo»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-07-2013 - Ore 09:15

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«La reazione che volevo»

Poi le cose finiscono anche bene e quando si vince, pure contro una squadra più orgoglio che talento, più povertà che muscoli, tutto appare sotto una luce diversa. Però le spalle incurvate di Rudi Garcia a metà del primo tempo che piegandosi quasi gli impedivano di mimare i movimenti da effettuare in campo sono il tipico segno della rabbia repressa. Qualcuno gli dava ascolto e qualcun altro no. Non c’è niente che riesca a farlo incavolare come l’indisciplina tattica. (...) La Roma ha battuto dieci calci d’angolo, i greci uno, la Roma ha tirato sette volte in porta e l’Aris due. Qualcosa significa. «Significa - dice l’allenatore - che questo gruppo è valido e forte dentro. Guardate che l’Aris non è affatto una squadra da disprezzare. Ci sono giocatori di qualità e io aspettavo con interesse questo test perché lo consideravo importante. E infatti costruiamo occasioni, giochiamo buoni palloni e ci troviamo sotto. Abbiamo reagito bene ed è l’aspetto migliore di questa partita. Forza mentale, questo volevo vedere e questo ho visto» . (...)

 
STROOTMAN E TOROSIDIS - Tra i più attesi, l’olandese, ieri al debutto giallorosso. Strootman pubblica subito dopo il match un tweet santificando l’esordio: «Era la mia prima partita con la Roma, 60 minuti contro l’Aris. Sono felice di aver giocato» Vasilis Torosidis naturalmente era il personaggio della serata di ieri. Perché viene da qui e quando torna gli chiedono giudizi come a uno che ha visto il mondo. Della Roma ormai conosce abbastanza da sapere quanto può aspettarsi: «Siamo una squadra con una sua identità precisa. Non c’è da meravigliarsi se a dirigere le partite sono sempre i Totti e i Burdisso. Non ci si può aspettare che una formazione nel giro di un mese cambi faccia». 

Effettivamente no, neppure se alla guida arriva un tipo determinato come Rudy Garcia. «E’ un allenatore bravo - continua Torosidis - e mi sembra anche una persona perbene, uno che rispetta i giocatori. Io mi sono trovato subito in sintonia, anche se lo scorso anno il clima era comunque buono. L’importante è non chiedere a Garcia di trasformare la Roma con un paio di gesti magici. Tocca a noi giocatori aiutarlo e portare la squadra dove merita di arrivare». Lo scorso anno la Roma è rimasta molto lontana dalla sufficienza e Torosidis ne è cosciente. «Abbiamo chiuso perdendo un torneo molto prestigioso, proprio contro i nostri rivali più accesi. Ma non è da grande squadra continuare a rimpiangere un risultato fallito. Siamo coscienti di aver sbagliato e del perché e del come. Stiamo attenti a non ripetere gli stessi errori. Questo è un anno importante per tutti» La voglia di rivincita c’è e si tocca con mano. Non è un punto di partenza da disprezzare.

Fonte: Corsport

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