Rassegna Stampa

La regola del 4

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 13-01-2014 - Ore 08:23

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La regola del 4

La Roma fa il suo. Spiana il Genoa all’Olimpico, fa registrare un altro record con Garcia (mai prima d’ora aveva chiuso il girone d’andata a quota 44 punti) e manda segnali importanti alle altre grandi del campionato, che tengono botta e continuano a viaggiare, anche loro, col vento in poppa. I successi della Juventus a Cagliari e del Napoli a Verona non cambiano l’assetto del vertice della classifica, che vede solo la Fiorentina perdere due punti sulle altre, complice il pareggio a Torino contro i granata nell’anticipo giocato all’ora di pranzo.

Ma quanto visto all’Olimpico fa bene non solo al presente, ma anche al futuro della squadra di Garcia che torna a correre e ritrova lo smalto della prima parte del campionato. Ovvio, sul quattro a zero finale va fatta una tara: la pochezza tecnica di questo Genoa arrivato a Roma anche senza Gilardino. Finché la partita è rimasta sullo zero a zero Biondini & Co. hanno retto e provato a dire qualcosa con una diga difensiva a tratti imbarazzante. Ma quando dopo venticinque minuti di gioco Florenzi ha sbloccato la gara con una rovesciata da fenomeno, la partita è di fatto terminata. Da lì in avanti la Roma ha dilagato mostrando gioco, capacità, voglia e carattere. Difficile trovare una nota negativa in un pomeriggio praticamente perfetto: forse il primo tempo un po’ in salita di un Pjanic non ancora al cento per cento e un Calvarese andato praticamente in bambola nel finale (senza l’aiutino di Tagliavento il secondo giallo di Matuzalem non avrebbe prodotto il rosso: prima volta nel calcio mondiale) che ha rischiato di rovinare un’ordinaria giornata di calcio.

Lunga invece la lista delle cose che Garcia proverà a portare con sé in questo girone di ritorno che per la sua squadra prenderà il via sabato prossimo, sempre all’Olimpico, contro il Livorno. In primis Totti: finalmente. Il capitano è uscito dal tunnel e dopo l’infortunio, il rientro faticoso a Torino, è tornato a fare il Totti. Ritrova il gol all’Olimpico che gli mancava dallo scorso 8 aprile (su azione non segnava addirittura dal 16 febbraio scorso: quasi un anno), ma soprattutto ritrova il suo ruolo centrale all’interno di questo gruppo che ha sofferto moltissimo, forse troppo, in sua assenza. Ma la nota più positiva è sicuramente il centrocampo. Nonostante l’assenza di De Rossi squalificato, i due lì in mezzo fanno paura.

Strootman è un’ira di Dio, mena come un fabbro, strappa letteralmente il pallone dai piedi degli avversari: dominatore assoluto, migliore in campo in condominio con Florenzi, autore del gol che sblocca la gara e dell’assist per il gol di Maicon. Nainggolan poi è arrivato da un giorno ma sembra giochi nella Roma da sempre: sicuro, determinante, si fa trovare sempre dove passa il pallone. Non sbaglia un passaggio e dimostra una propensione offensiva inaspettata. Bel colpo di mercato. Di Florenzi già detto: segna il gol della giornata e allunga nella speciale classifica dei marcatori giallorossi a quota cinque gol. Con lui l’altro realizzatore della giornata: Benatia. Il franco-marocchino di testa infila la rete del 4-0 finale a conferma quanto di buono ci sia nel suo ruolo in questa Roma: un difensore in testa alla classifica dei marcatori non è da tutti. Soprattutto se la difesa è la meno battuta dell’intero campionato: all’Olimpico la squadra giallorossa ha incassato finora due soli gol e ne ha fatti ventiquattro. Un punto di forza del quale la Roma dovrà fare tesoro visto che ora giocherà ben quattro delle prossime cinque partite all’Olimpico. Dulcis in fundo i due terzini: per lungo tempo punto debole della nuova Roma targata Garcia. Maicon ha dato segnali di risveglio giocando una gara accorta e realizzando anche un gol. Dodò? Un’altra ottima gara: ora è una certezza anche per i detrattori più incalliti. Sabatini con lui non aveva sbagliato: c’è tanta roba ancora da scoprire a riguardo. Continua a crescere e se riuscirà a confermare i suoi progressi anche nella fase difensiva, la Roma da quella parte sarà a posto per i prossimi dieci anni.

Fonte: Il Tempo - Carmellini

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