Rassegna Stampa

La Roma adesso non finisce mai

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-08-2016 - Ore 07:53

|
La Roma adesso non finisce mai

GAZZETTA DELLO SPORT – ZUCCHELLI - Luciano Spalletti lo aveva detto fin dall’inizio e continua a ribadirlo: a centrocampo la Roma non è «foltissima». Ha bisogno di una rosa forte ma anche numerosa e nelle prime due uscite stagionali sembra che la società lo abbia accontentato, visto che, tanto per fare un esempio, uno da 24 milioni come Iturbe e uno dal valore inestimabile come Totti non hanno giocato neanche un minuto. Con loro, anche Gerson, 19 anni, talento enorme, ma ancora fuori dal coro, soprattutto tatticamente.

ALTERNATIVE Non fosse costato alla Roma quanto Kevin Strootman non farebbe notizia, ma la sua tribuna contro il Porto ha comunque fatto parlare: per avere Gerson la Roma ha speso 18 milioni, a Trigoria sono tutti convinti di avere un potenziale campione tra le mani, Spalletti lo ha definito «bellino», ma ancora non lo ha buttato nella mischia. Una fortuna, per certi versi, perché il brasiliano potrà crescere con calma, visto che le alternative non mancano. Paredes cresce col passare dei giorni e dei minuti e conquista fiducia e posizioni (anche per la maturità e l’umiltà con cui si pone nello spogliatoio), De Rossi si allena come non mai e non sembra per nulla disturbato dal contratto in scadenza, Strootman sta tornando, Nainggolan è sempre su ottimilivelli e Vainqueur cerca squadra ma sarà sostituito. E non è detto che non arrivi anche qualcun altro.

TURNOVER In difesa non ci sono questi problemi: a destra con Bruno Peres c’è Florenzi (non domani però), e all’occorrenza Torosidis, a sinistra Juan Jesus, Emerson e Mario Rui, quando tornerà, al centro con Manolas e Vermaelen (col Porto squalificato) ci sono sempre Juan Jesus e Fazio, in attesa tra «un mese e mezzo», come ha detto Spalletti, del ritorno di Rüdiger, che può giocare sia al centro sia a destra. In attacco, con Ricci destinato all’Atalanta, ci sono Perotti, Dzeko, Salah ed El Shaarawy davanti a tutti. Poi, e solo poi, Totti e Iturbe.

MUSINI E SORRISI L’argentino vorrebbe giocare, scalpita, prima della partita con l’Udinese ha pubblicato una foto dicendo: «Avanti contro tutti». Con chi ce l’avesse non è dato sapere, ma per uno con il suo carattere le due panchine di fila e l’assenza totale dalle rotazioni offensive devono essere pesanti come un macigno. Diverso è il discorso per quanto riguarda Totti: il capitano aspetta il suo momento, paziente e in silenzio, ovviamente vorrebbe giocare ma sa perfettamente come stanno le cose. L’obiettivo, è farsi trovare pronto quando sarà chiamato in causa. Con la speranza, ovviamente, che la Roma domani faccia il suo dovere. Per tanti motivi, dal prestigio ai soldi alla fiducia, ma uno lo riguarda ancora più da vicino: dovesse andar male con il Porto, la Champions sarebbe la prima competizione a cui direbbe addio. Eventualità che nessuno a Trigoria vuole prendere in considerazione, lui per primo.

CERTEZZE Anche senza essere protagonista, almeno per adesso. Finora Spalletti ha impiegato 16 giocatori, alternando i due portieri, con Szczesny che dovrebbe essere confermato tra i pali domani. In difesa sicuri del posto Bruno Peres e Manolas (adduttore permettendo), accanto al greco più Juan Jesus di Fazio, con Emerson confermato a sinistra. A centrocampo dovrebbero essere confermati Nainggolan e Strootman, con De Rossi al posto di Paredes, in attacco Perotti, Dzeko e Salah favoriti su El Shaarawy. Perché va bene avere la rosa extra-large, ma domani sera Spalletti giocherà con quelli che, fino a questo momento, gli hanno dato più garanzie. Per il turnover, appuntamento a Cagliari.

Fonte: Gazzetta dello Sport - C.Zucchelli

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom