Rassegna Stampa

La Roma attende il ritorno di Totti nel monday night

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-03-2014 - Ore 17:25

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La Roma attende il ritorno di Totti nel monday night

Garcia: "Vincere è sempre il nostro obiettivo. In attacco ho più soluzioni con il rientro di Francesco"

In assenza del capitano, la Roma ha ottenuto due vittorie, un pareggio e una sconfitta, esattamente in quest’ordine. Totti riappare tra i convocati dopo quattro partite e su di lui Garcia ripone le maggiori speranze per tornare a fare bottino pieno nel monday night con l’Udinese: «Vincere è sempre il nostro obiettivo. In attacco – ammette il francese in conferenza stampa – ho più soluzioni con il rientro di Francesco: di brutte notizie ne abbiamo già avute tante con gli infortunati, quando torna uno come il capitano è sempre una buona notizia». I problemi fisici hanno influenzato il cammino dei giallorossi: «Per fare una stagione al massimo bisogna anche non avere troppi infortunati. Non sono stati molti sul piano muscolare, questo vuol dire che il lavoro che facciamo a livello fisico è buono. Sui traumi nelle gare o durante gli allenamenti non ci si può fare nulla. Speriamo di aver finito con questi infortuni in queste ultime giornate che rimangono». Quello di Strootman è stato un brutto colpo: «Martedì farà l’operazione e poi sarà il momento per guardare al suo rientro, che non sarà presto. Lo aspettiamo e puntiamo a fare bene fino a fine stagione anche per lui. Lo merita, merita di giocare la Champions con noi la stagione prossima. Responsabilità? Ѐ colpa della sfortuna, quest’anno va così. Ci sono delle stagioni dove la fortuna non è dalla tua parte, anche con questo bisogna combattere». Un girone fa si parlava di una Roma fortunata, in grado di mettere in fila 10 vittorie (con l’Udinese la nona, cifra tonda con il Chievo): «Non è cambiato niente, non si possono vincere 38 partite. Non può farlo nessuno, nemmeno i più forti. Sono contento del campionato che stiamo facendo. Questa volta giocheremo in un Olimpico ìnormale” ed è una buona notizia. La squadra ha questa voglia e questo atteggiamento positivo: ci sono delle vittorie che sono preoccupanti e alcune sconfitte che ti lasciano fiducia. Quella col Napoli, sul piano del gioco, è stata una bella gara: dobbiamo continuare a giocare così perché così vinceremo». Garcia non vuole fare bilanci prima che la classifica parli da sola: «Non credo sia una vergogna perdere allo Juventus Stadium e al San Paolo. Vedremo dove finiremo la stagione, se sarà con successo o no». Con successo vuol dire confermare il secondo posto. La sfida con per la Champions è stata decisa da un errore difensivo di tutta la Roma: «Il gol non nasce da un errore individuale. Abbiamo preso 12 gol, che sono pochi, ma in ognuno di questi o c’è un errore difensivo della squadra o c’è il talento della squadra avversaria. Il cross di Ghoulam è di alto livello, così come il colpo di testa di Callejon, che un gol così non lo farà più». Su di lui c’era Romagnoli in marcatura, ma Garcia non lo colpevolizza e potrebbe anzi riconsegnargli la maglia da titolare come attestato di fiducia: «Sulla fascia sinistra ho una scelta da fare. Alessio ha fatto molto bene da quando è entrato, c’è il ritorno di Dodò e c’è anche Bastos. Solo Balzaretti non può giocare perché è andato a fare un controllo a Boston con il chirurgo che lo ha operato. Le tre soluzioni che ho sono di alto livello. Uno inizierà e, se avrò bisogno, durante la gara si possono cambiare le cose». Staffetta dietro e anche davanti, con Totti e Destro a dividersi i 90 minuti. L’esclusione dell’ex Siena al San Paolo ha fatto discutere, Garcia confida di non disdegnare il modulo con una punta di peso come Mattia, ma la sua preferenza va verso il numero 10 giallorosso: «A Lille ho vinto il campionato e la Coppa di Francia con un attaccante di profondità, Moussa Sow. Qui abbiamo la fortuna di avere il capitano, che è più punta centrale che viene verso il centrocampo, bisogna adattarsi. L’intelligenza della squadra deve essere alta: non si gioca con Francesco come si gioca con Gervinho. Ad uno la palla sui piedi, all’altro la profondità». Capitolo rinnovo: «Non voglio che nessuno abbia la testa su altro che non sia il campo e il vincere le partite con la Roma per finire più in alto possibile». Il nuovo contratto sarà un premio di fine stagione.

 

Fonte: Il Tempo - Erika Menghi

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