Rassegna Stampa

La Roma cerca il vero Salah ma perde Digne e Torosidis

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 30-01-2016 - Ore 08:55

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La Roma cerca il vero Salah ma perde Digne e Torosidis

CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRRI - C’è un Salah a.D. (avanti Derby) e un Salah d.D (dopo Derby) e per questo motivo la partita di stasera contro il Frosinone - stadio Olimpico, ore 20.45, arbitra Guida - diventa per l’egiziano una sorta di ultima chiamata. Dietro di lui scalpita El Shaarawy e non è detto che in squadra ci sia posto per Momo (come lo chiamano gli amici) e per il Faraone contemporaneamente. 
Fino al derby, chiuso sulla barella dopo un fallo-killer di Lulic che per aver azzoppato l’avversario non fu nemmeno ammonito, Salah era stato un acquisto azzeccato: 5 gol in campionato (contro sassuolo, Sampdoria, Carpi, Empoli e Fiorentina), più quello all’Olimpico contro il Bayer Leverkusen in Champions League il 4 novembre. Dopo l’infortunio, che gli ha fatto saltare quattro gare di campionato, Salah non ha più trovato la via della porta. Compresa l’eliminazione in Coppa Italia, ai calci di rigore contro lo Spezia, Salah non segna da 648 minuti. 
Luciano Spalletti, che nella conferenza stampa di ieri ha parlato con grande chiarezza, ha fatto il punto anche su Salah: «Questo infortunio lo ha penalizzato. Non ha la brillantezza e lo spunto che avevano contraddistinto le sue qualità. La prima cosa che deve fare è ritornare a “puntare l’uomo”, perché quella è la sua specialità. Dieci metri più dentro il campo o dieci metri più fuori non importano. L’allenatore dà dei principi e dei concetti di gioco, il giocatore deve scegliere la giocata giusta nelle diverse situazioni. Secondo me Salah fa più fatica se parte da esterno, perché la strada verso la porta è più lunga e si incontrano più avversari nel tragitto per arrivare al gol. Se torni indietro per vie centrali la strada è più corta anche per ribaltare l’azione e a far male. Quando giochi sull’esterno c’è bisogno di un fraseggio, quando sei centrale puoi essere innescato subito». 
Il tempo stringe e Spalletti non può più aspettare nessuno. Le parole del tecnico su El Shaarawy («Ha qualità importanti per noi perché ha corsa, tecnica e “vede” la porta. Completa un reparto che per noi era un po’ scoperto») sono in questo senso un avvertimento. Tanto più che l’ultimo allenamento ha portato con sé altri due problemi: lesione di primo grado al polpaccio sinistro per Torosidis e lesione al flessore della coscia sinistra per Digne. Rischiano di restare tutti e due fuori per almeno un mese e allungano la lista degli infortuni muscolari della Roma (anche Florenzi e Iago Falque out e non convocati). È ormai evidente come il problema non fosse il preparatore atletico dell’anno scorso, Paolo Rongoni, e che lo staff scelto personalmente da Pallotta e pagato con cifre da allenatore (Norman e Lippie) non abbia fatto nessun miracolo. 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - VALDISERRRI

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