Rassegna Stampa

La Roma che lasciò Spalletti. Andò via nel 2009, sfiorò lo scudetto con il club in bilico

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 15-01-2016 - Ore 08:18

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La Roma che lasciò Spalletti. Andò via nel 2009, sfiorò lo scudetto con il club in bilico

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - Gli occhi lucidi davanti ai giornalisti: «È stata una decisione mia, che ritenevo giusta visto il rapporto con la Roma, la città e i tifosi». Il primo settembre 2009 Luciano Spalletti, con queste parole, annunciava le suedimissioni lasciando Trigoria. Due giorni prima la Roma aveva perso in casa contro laJuventus, memorabile la conferenza stampa, quella «del tacco e della punta», in cui metteva in piazza come il rapporto con la squadra fosse ormai logoro. Lasciava la Roma dopo 1492 giorni, 4 stagioni, tre trofei e un unico grande rimpianto: «Non aver vinto lo scudetto nel 2008. Ci siamo arrivati veramente vicini. Porterò con me il ricordo dell’inno cantato da tutto lo stadio». Ieri ha ribadito lo stesso concetto, ritrovando una Roma profondamente diversa da quella che aveva lasciato.

DONNE E MIRACOLI – Quel primo settembre 2009, a distanza di 4 anni e 2 mesi dalla firma, la Roma era una società in crisi («Qui si naviga a vista», il concetto più volte espresso), guidata da Rosella Sensi, con Daniele Pradè d.s. e Bruno Conti d.t. Era la Roma dei parametri zero, del mercato a costi a dir poco contenuti (vedi l’arrivo diZamblera e Lobont), dell’autofinanziamento, della minaccia di Unicredit sul club. La proprietà era in bilico (e passerà di mano neanche due anni dopo), i rapporti erano buoni con le milanesi e cordiali con la Juve, all’interno di Trigoria c’era la sensazione di avere a che fare con una sorta di miracolo sportivo, in cui le donne ricoprivano ruoli strategici: Rosella Sensi presidente, Cristina Mazzoleni a capo dei conti, Elena Turranumero uno della comunicazione, Angela Fioravanti (zia del presidente) persona di riferimento all’interno del club. Una gestione a carattere prettamente familiare che però, nonostante le critiche, portò a casa due coppe Italia e una Supercoppa, ad oggi gli ultimi trofei della bacheca romanista.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI

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