Rassegna Stampa

La Roma e la tela del ragno viola

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 25-01-2015 - Ore 08:45

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La Roma e la tela del ragno viola

Lo snodo è cruciale, la prima giornata di ritorno può creare il primo grande strappo in cima alla classifica. La Juve in casa col Chievo, la Roma a Firenze: c’è la concreta possibilità che oggi la capolista piazzi un altro allungo, che passi da più cinque a più sette o più otto. Molto, se non tutto, dipenderà dalla capacità della Roma di vincere a Firenze. Un girone fa, all’Olimpico, i giallorossi s’imposero per 2-0 e nel primo tempo la superiorità fu netta, al di là di ogni previsione. Quel successo così rotondo, su una squadra che nella stagione precedente bene si era comportata, diede ulteriore forza a quanti pronosticavano una Roma scudettata. Cinque mesi dopo, o quasi, qualcosa è cambiato. La Roma ha perso smalto e sicurezza, la Fiorentina bene o male si è rimessa in carreggiata e compete per il terzo posto. Una statistica si presta a lettura bivalente: Vincenzo Montella da allenatore non ha mai battuto la Roma, sei sconfitte e due pareggi nei precedenti da tecnico contro la sua ex squadra. Per i romanisti cifre incoraggianti fino a un certo punto, non esiste legge dei grandi numeri che prima o poi non venga infranta.

POSSESSO PALLA In una squadra di Montella il primo elemento che balza agli occhi è il giropalla. Quando si parla di possesso, ritorna in mente un vecchio aforisma di Nils Liedholm: «Se il pallone ce l’abbiamo noi, non ce l’hanno gli altri». Ovvietà che cela la strategia del ragno, tessere un’ampia tela per imbrigliare le mosche, che sarebbero gli avversari. David Pizarro, altro ex di giornata, è il gran cerimoniere del «tiqui-taca» in salsa viola. I report di Optasports gli attribuiscono 784 passaggi positivi. Borja Valero di passaggi positivi ne ha assommati 738, e non bisogna essere Einstein per dedurre che i manovratori della Fiorentina sono questi due registi latini. La Roma in materia non è da meno. Anzi, in generale è messa meglio perché vanta una media squadra di 590,47 passaggi a partita contro i 507,16 della Viola. Il problema qual è? Che la principale fonte romanista di passaggi – Miralem Pjanic con 1226 tocchi complessivi – oggi forse non sarà titolare, un po’ per scelta tecnica e un po’ perché il bosniaco negli ultimi tempi è preda di un calo di idee e di genio. E’ vero, ci sarà pur sempre De Rossi a far da metronomo, ma Nainggolan-De Rossi-Strootman costituisce una mediana più muscolare che altro. Prevarranno i ragionamenti di Pizarro e Borja Valero o le incursioni di Nainggolan e la forza di Strootman? La risposta a questa domanda coinciderà col risultato, crediamo.

 
SULLE ALI Nella Roma non ci sarà Gervinho, precettato (e squalificato)in Coppa d’Africa. Nella Fiorentina giocherà Cuadrado, nonostante voci e pressioni di mercato. Un peccato, sarebbe stato bello vederli a confronto per un duello a distanza, ma ad alta velocità. Il colombiano partirà formalmente trequartista dietro Gomez, però per natura svarierà, cercherà spazio e aria sui lati. La Roma orfana di «Gervy» avrà di che consolarsi con Iturbe, altra freccia sudamericana. Sulla «Tav» Cuadrado-Iturbe si deciderà un altro bel pezzo di partita. Il colombiano è un gran creatore di occasioni – fin qui ne ha seminate 35, in pratica un paio di media a gara – e un discreto finalizzatore, quattro gol in mezzo campionato non sono pochi per chi di base resta un centrocampista. E’ un tipo che «spacca» e che non disdegna il lavoro oscuro, come dimostrano i 63 palloni recuperati. Iturbe vanta conti meno brillanti, appena 3 occasioni, ma tanto di meno ha giocato: 600 minuti contro 1360, neppure la metà. E’ però animato dalla stessa filosofia di Cuadrado, tirare dritto, puntare, scartare.

 
LA VARIABILE DIAMANTI Attenzione ai primi effetti collaterali del mercato invernale. Sulla panchina viola si accomoderà Alessandro Diamanti, di ritorno dalla Cina. Rientra in Italia un capitale umano rilevante: 194 presenze e 40 gol in Serie A, 43 assist, quasi tre tiri di media a incontro. Diamanti è uno che sposta equilibri, specie su calcio piazzato: 11 delle 40 reti le ha realizzate su punizione diretta. E’ da verificare in quali condizioni fisiche sia, a naso il campionato cinese non pare molto allenante, però lo spessore tecnico del giocatore rimane notevole, anche per una piazza come Firenze che ha applaudito numeri dieci stratosferici, da Antognoni a Rui Costa. «Alino» rappresenta la classica carta in più che Montella potrebbe spendersi sul calar della serata, sia se ci fosse da recuperare il risultato, sia se si fosse in vantaggio e si andasse di ripartenze. La Roma per il momento non ha ingaggiato nessuno, così la variabile Diamanti può trasformarsi in un marcatore di differenza.

Fonte: Gasport

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