Rassegna Stampa

La Roma è terza ma si aggiudica lo scudetto del gol

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 16-05-2016 - Ore 07:02

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La Roma è terza ma si aggiudica lo scudetto del gol

GAZZETTA DELLO SPORT - ZUCCHELLI - «Che momento...». Alla fine Emerson Palmieri non sapeva neanche che scrivere, sotto alla foto pubblicata sui social network che lo ritraeva dopo aver segnato il gol che ha chiuso la stagione della Roma in uno stadio storico come San Sirio. Il primo, a Verona, era stato Florenzi, un terzino destro, sabato è toccato al brasiliano rilanciato almeno in queste ultime giornate da Spalletti, che tanto ne ha apprezzato il tocco di palla e l’applicazione in allenamento. Due esterni, ad aprire e chiudere il campionato della Roma, fotografia perfetta di quella che è stata la stagione giallorossa.

SCUDETTO DEL GOL Se Allegri ha vinto lo scudetto vero e Sarri ha assegnato al Napoli quello dei tifosi, Spalletti si può consolare con il miglior attacco: 83 reti, 3 più della squadra che ha Higuain in rosa, 8 in più dei bianconeri, tutto nell’anno che ha visto il flop di Dzeko, la partenza a gennaio di Gervinho e l’assenza di Totti per 4 mesi. La Roma non ne ha risentito, per 26 volte ha segnato due o più reti, è rimasta a secco soltanto contro Inter, Atalanta, Napoli e Juventus ed è riuscita a mandare in gol 19 giocatori in campionato più uno (Torosidis) in Champions League.

I TOP Manolas, Rüdiger, Digne, Emerson, Maicon, De Rossi, Keita, Pjanic, Nainggolan, Florenzi, El Shaarawy, Perotti, Iago, Salah, Dzeko, Sadiq, Totti, Gervinho e Iturbe i marcatori della stagione, con Salah re del gol con 14 gol, tutti su azione. È stato lui il più continuo nelle due gestioni, mentre ad El Shaarawy va la palma della sorpresa stagionale: arrivato tra mille dubbi, con Spalletti ha messo insieme 8 reti e 2 assist in 16 partite. Tra i centrocampisti, neanche a dirlo, Pjanic ha avuto un rendimento sottoporta da seconda punta, con 10 gol, a cui vanno aggiunte le due marcature in Champions, mentre Nainggolan, a secco con Garcia, si è sbloccato (e quanto) con la nuova gestione.

I FLOP Dzeko è il caso più eclatante: accolto da 5mila persone a Fiumicino, è diventato l’ultimo cambio e il tiro sbilenco — che sembrava un cross — con cui ha chiuso la sua partita a San Siro è la fotografia della sua stagione. I numeri? Impietosi: 8 gol in 31 partite. Un altro che non è andato bene è Iago Falque, fermo a 2 reti, mentre lo scorso anno col Genoa era arrivato a 13, con un girone di ritorno strepitoso che aveva convinto Sabatini a prenderlo a prescindere dall’affare Bertolacci. Giocatore quasi indispensabile con Garcia, scomparso (o quasi) dai radar con Spalletti, ha sofferto per problemi fisici e per concorrenza (tanto che l’attuale allenatore lo ha spostato a centrocampo) e sembra difficile vederlo nella Roma del prossimo anno. Così come Dzeko: «Ci servirà lui o uno con quelle caratteristiche», ha detto il tecnico sabato sera. Se non è una sentenza, poco ci manca.

 

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