Rassegna Stampa

La Roma fa giustizia sul campo

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 27-02-2015 - Ore 09:11

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La Roma fa giustizia sul campo

Vendetta, sul campo: la migliore. La Roma si riprende a Rotterdam, vince a casa del Feyenoord e si qualifica per gli ottavi di finale di Europa League contro ogni previsione dopo lo scialbo 1-1 dell’andata ritrovando gioco e voglia. E dimostrando di avere ancora qualcosa da dire. Un bel segnale per la squadra di Garcia convinta di essere alla svolta dopo questo avvio di 2015 da dimenticare. Il tutto a ridosso del big match di campionato contro laJuventus in programma lunedì all’Olimpico.

Un serata infinita, come i momenti in cui mezzo mondo era rimasto col fiato sospeso, sette giorni addietro, mentre cinquecento teppisti ubriachi mascherati da tifosi, saccheggiavano il centro storico della Capitale e orinavano sui suoi monumenti. Una serata fatta di botte (De Rossi graziato), insulti (razzisti e non), di sputi, banane gonfiabili e accendini che volano giù dalle tribune: insomma una notte modello olandese.

Una notte che però la Roma di Garcia e tutti i suoi tifosi ricorderanno a lungo e non solo per il cammino in Europa ma anche per come è maturata, per le sofferenze e la tensione della vigilia e per una trasferta terribile nella quale tremila “coraggiosi” potranno dire: “Io c’ero”.  

Sul campo dieci minuti per smaltire la tensione accumulata in questi ultimi giorni molto caldi per una squadra che continua a faticare in campionato e che aveva proprio la sfida contro il Feyenoord quale crocevia stagionale, prima del cambio di passo. Il resto della partita è solo Roma con la squadra di Garcia padrona del campo e che sembra aver ritrovato non tanto il gioco (ancora qualche lungo momento di amnesia e tratti di grande confusione), quanto la voglia di continuare il suo sogno europeo.

Ma a volte volere non basta perché alla Roma continuano a mancare gli ultimi metri: il gol. Quello, dopo un clamoroso cucchiaio fuori e un palo di Totti (tra i migliori) finalmente porta il nome di Ljajic che sblocca la gara e lancia la fuga giallorossa. Anche se è difficile giocare su campo nel quale i tifosi ti urlano nelle orecchie e devi stare attento a camminare vicino alle linee laterali per non rimediare qualche accendino sul capo. Per non parlare della banane: quelle, lanciate alla volta del povero Gervinho, le prende in consegna l’arbitro Tupin che le metterà a referto assieme a un paio di manciate di accendini e monetine. Il fischietto francese sarà costretto ad interrompere la gara per quasi venti minuti proprio per lanci di oggetti dopo il rosso (esagerato) rifilato a Te Vrede entrato duro su Manolas.

Quando le squadre tornano in campo, dieci contro undici c’è solo il tempo per la Roma di incassare l’ormai noto gol della bambola, prima di riprendere in mano la gara. La firma del successo è quella di Gervinho che raccoglie un diagonale del miglior Torosidis. Il resto è botte e sofferenza fin sotto i tre fischi: quelli che regalano alla Roma un ottavo di finale meritatissimo e a Garcia una squadra che può ancora dire qualcosa in campionato.

Lunedì la prova del nove contro la capolista.

Fonte: Il Tempo - Carmellini

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