Rassegna Stampa

La Roma muove: c’è il jolly per arrivare a Ziyech

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-07-2016 - Ore 07:16

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La Roma muove: c’è il jolly per arrivare a Ziyech

GAZZETTA DELLO SPORT - STOPPINI - C’è una partita a scacchi e poi c’è lo spartiacque: il playoff è il rosso e il nero alla roulette, per le casse del club ancor prima che la squadra. Kevin Strootman lo sussurra da Boston: «Fra tre settimane giochiamo le partite più importanti dell’anno». Parla da dirigente ancor prima che da leader. Parla come farebbe Walter Sabatini, che muove torre e cavalli e prepara le mosse decisive sul mercato. Per dire: il d.s. s’è messo in testa il nome di Hakim Ziyech, mancino del Twente classe 1993. Ha provato un affondo da 8 milioni di euro, ma è stato rispedito indietro. E allora ha cambiato strategia. In Olanda, proprio al Twente, Sabatini sta spedendo un altro marocchino nato in Olanda, Ismail H’Maidat, di cui la Roma controlla il cartellino da gennaio dopo averlo prelevato dal Brescia. H’Maidat è un prodotto del settore giovanile del Twente: per lui è un ritorno. Andrà in prestito con diritto di riscatto. Ma di fatto è l’apripista per l’affondo su Ziyech, che Sabatini vuole regalare a Spalletti per andare a rinforzare il reparto esterni. A maggior ragione se dovesse arrivare un’offerta concreta per Iturbe, che fin qui ha avuto richieste ma solo in prestito. Il Twente, tra l’altro, non attraversa un buon momento economico: ecco perché Sabatini è convinto di potersi giocarsi le sue carte.

in difesa Che neppure le casse della Roma in questo momento siano floridissime, lo dimostra la ricerca complicata del difensore da regalare a Spalletti. Sfumato Nacho, l’ideale sarebbe trovare un calciatore in grado di coprire sia la posizione di centrale sia quella di terzino destro. Non è semplice, non è semplice soprattutto trovare un’operazione low cost. Lo sarebbe la pista che porta a Federico Fazio, centrale argentino (con passaporto italiano) che il Tottenham ha spedito in prestito al Siviglia nella seconda parte della scorsa stagione. È un centrale puro, però. E nel caso la Roma dovesse orientarsi a prendere un giocatore meno polivalente, ecco che tornerebbe in pista pure il nome di Vermaelen, che il Barcellona vuole piazzare. Certo, comunque a Spalletti mancherebbe comunque un terzino destro: in quel ruolo il tecnico sta spesso adattando Emerson Palmieri, chiara l’esigenza in organico. Ci sarebbe Manquillo, spagnolo dell’Atletico Madrid (ma in prestito al Marsiglia negli ultimi mesi), profilo che non va tenuto fuori dai ragionamenti.

Centrocampo Tutto sarebbe più facile se per Paredes arrivasse un’offerta convincente, almeno pari a quei 15 milioni al di sotto dei quali la Roma non vuole scendere. Tante le manifestazioni d’interesse intorno all’argentino: Zenit, Shakhtar, Milan, Juventus, Inter. Ma nessuna concreta. E in questo senso non vanno sottovalutate le voci che vogliono lo Schalke 04 pronto a presentare un’offerta a Trigoria. Se arrivasse, il giocatore partirebbe. E questo al netto delle belle parole spese da Spalletti sull’argentino. La partenza di Paredes però non dovrebbe spalancare, come pareva nei giorni scorsi, le porte all’arrivo di Amadou Diawara: il guineano ieri non è partito per il ritiro di Kitzbuehel con il Bologna, ma i giallorossi registrano il sorpasso del Napoli, che potrebbe chiudere a giorni con un’offerta ai rossoblù di 17 milioni (la Roma si ferma a 15). Sullo sfondo di Borja Valero, invece, non va tolta la Roma. Perché se è vero che la Fiorentina continua a fare muro, vanno registrate le parole dell’agente del centrocampista, Alejandro Camano: «Non so se il mio assistito resterà in viola, devo parlare con la società». In realtà un incontro tra Camano e Corvino c’è già stato, alla fine della scorsa settimana, evidentemente non risolutivo. La Roma ha lanciato messaggi diretti al giocatore, Spalletti lo allenerebbe volentieri. Non è un’operazione semplice però, non foss’altro che per i rapporti tra i due club dopo l’affare Salah di un anno fa. È vero che Sabatini nelle difficoltà si esalta, ma anche negli scacchi tutto ha un limite.

 

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