Rassegna Stampa

La Roma riapre alla Cina

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 12-12-2013 - Ore 07:47

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La Roma riapre alla Cina

Gli americani convergono verso Unicredit: i cinesi di Hna possono entrare nel capitale di Neep, la holding che ha il 78% della As Roma. Il percorso è quello iniziale, ipotizzato dalla banca milanese che ha il 31% della scatola proprietaria del club giallorosso: cessione diretta di una quota del 20% che diluirebbe la sua partecipazione all’11%. Chen Feng, patron del gruppo orientale con interesse nelle compagnie aeree, alberghi, finanza, con un attivo che sfiora 44 miliardi, inoltre, sarebbe disposto a mettere altri soldi in aumento di capitale di Neep che, a cascata, rafforzerebbe la Roma.

ROTHSCHILD DI NUOVO IN MOTO
Lunedì scorso Paolo Fiorentino, vice direttore generale di Unicredit, da sempre delegato a gestire il dossier calcistico (è anche presidente di Neep e consigliere della Roma) si è recato al Macro, il locale situato al Testaccio dove si è svolta la festa di Natale della squadra. Il banchiere ha presenziato, ma senza cenare, per rispondere alla chiamata di James Pallotta che, qualche giorno prima il suo arrivo a Roma, gli ha fatto pervenire una richiesta di incontro. Peraltro Fiorentino ha accettato di incontrare il presidente della Roma in pubblico, davanti a centinaia di persone, proprio per dimostrare il clima disteso tra i soci, dopo le incomprensioni di una quindicina di giorni fa. Poi il banchiere e l’imprenditore di Boston si sarebbero chiusi in una saletta del Ristorante per discutere a quattr’occhi del futuro del club. Tra i due, in meno di 30 minuti, ci sarebbe stato un chiarimento definitivo. Pallotta avrebbe condiviso che il nuovo socio acquisti le azioni da Unicredit per un prezzo di circa 30-40 milioni: tecnicamente è possibile che la banca conferisca il 31% in una newco, di cui la maggioranza passerebbe a Hna. Questo consentirebbe di mantenere gli stessi diritti di governance (posti in cda e diritti di veto) spettanti al socio che rappresenta almeno il 30%. Il valore del pacchetto dipenderà dall’esito del negoziato che, a breve, dovrebbe riprendere con la mediazione di Alessandro Daffina, ad di Rothschild Italia, romanista sfegatato. Infatti, dopo le baruffe tra Pallotta e Unicredit, risolte dalla Consob che ha stanato gli americani costringendoli ad ammettere di essere a conoscenza delle trattative (ammesse da subito dalla banca), Hna sarebbe in stand by, in attesa di chiarimenti. Ora che il disgelo è avvenuto, si potrà ripartire. I tempi? Prima dell’interruzione sembravano accelerati: bisognerà ora verificare cosa ne pensa mister Feng: pare però che le intenzioni siano quelle di prima.

Fonte: IL MESSAGGERO - DIMITO

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