Rassegna Stampa

La Roma ricomincia tra amore e rabbia

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-08-2013 - Ore 09:45

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La Roma ricomincia tra amore e rabbia

 C’era attesa, e pure parecchia, per verificare lo stato d’animo del tifoso della Roma alla vigilia dell’inizio del campionato e in pieno, turbolento calciomercato. La risposta fornita dalla gente che ha una Lupa tatuata sul cuore è stata inequivocabile: la Roma si ama e si discute. Amore e rabbia, all’Olimpico. Perché la finale di Coppa Italia e i pessimi risultati delle ultime due stagioni non sono stati dimenticati, ma all’Olimpico c’è stata anche una grande dimostrazione d’affetto. Curva Sud piena, Tevere quasi: circa 30 mila tifosi per salutare la squadra di Rudi Garcia. Il derby perso in maggio contro la Lazio è stato abbondantemente ricordato ai giocatori e ai dirigenti (presente il dg Baldissoni), ma è stata netta anche la voglia di ricominciare.

 

 
CANTANDO A SQUARCIAGOLA –  Famiglie intere, centinaia e centinaia di bambini nonostante un paio di capricci del tempo proprio in coincidenza con l’apertura dei cancelli. Atmosfera caldissima, però. Roba da partitissima di campionato. Sotto la Sud un enorme stendardo con il vecchio logo e scritte contro quello nuovo e, a ripetizione, il coro più gettonato del pomeriggio: «Tifiamo solo la maglia». Primi a entrare in campo gli uomini dello staff tecnico (fischi per Andreazzoli…), poi è stato il turno dei giocatori con in testa De Sanctis (boato), Julio Sergio (accoglienza super, per lui) e via via tutti gli altri. Applausi per i nuovi Benatia, Jedvaj e Maicon (stadio fomentatissimo), fresco di convocazione nella Seleçao. Accoglienza super affettuosa, e per certi versi inaspettata, per un De Rossi davvero emozionato; meno affettuosa per Pjanic. Strootman è entrato camminando per via del problema alla caviglia, ma si è beccato lo stesso un sacco di cori.Freddezza per Borriello, tanto affetto per Destro in scarpe da ginnastica

 

. Boato per Lamela (che avrebbe voluto evitare la passerella…), curiosità rumorosa per Gervinho. Poi, spaccando l’applausometro, è entrato in campo Totti. Delirio. Roba da pelle d’oca. L’allenatore Garcia è apparso in scena per ultimo, accolto dall’inno Roma Roma Roma: volto teso e passo spedito si è piazzato al fianco di Totti, avendo alle sue spalle la Sud che aveva appena sfoderato un lunghissimo striscione: «Non saper rimediare ad una sconfitta è peggiore della sconfitta stessa», il messaggio/monito dei tifosi. Chiaro?

 

 
RUDI E I FISCHI –  Prima dell’inizio dell’allenamento, sopra l’Olimpico ha cominciato a volteggiare un piccolo aereo affittato da tifosi laziali: «la verità reale è che v’avemo fatto male», la scritta in coda a ricordare il derby del 26 maggio. Lo stadio ha cominciato a fischiare e ha continuato a farlo anche quando ha preso la parola Garcia. «Sono molto felice di vedere tanti tifosi della Roma. Potete essere sicuri di una cosa: faremo il massimo perché voi tifosi siate orgogliosi della vostra squadra. Forza Roma», il discorsetto del francese, stranito e sorpreso per tutti quei fischi. A seguire la squadra si è predisposta per l’allenamento mentre in Tevere appariva un altro striscione: «26-5 noi non dimentichiamo… vergogna». Da segnalare in Sud un’altra eloquente scritta “17-08-2013: disinfettate Trigoria”. Cori contro Osvaldo e pure contro Balotelli. E «Giù le mani da Lamela».

 

 
PAROLA DI CAPITANO –  Terminato l’allenamento, alcuni giocatori hanno voluto rivolgere un pensiero ai tifosi. Ha cominciato De Sanctis. «Voglio ringraziare questo splendido pubblico. Rialzerete la testa. Saremo noi in mezzo al campo a rappresentarvi con orgoglio. Statene certi, forza Roma», le sue parole. A seguire, davanti ai microfoni di Roma Channel, si è presentato capitan Totti. «Questi colori emozionano tutti. Noi dobbiamo ringraziare i tifosi sempre. Ci sono stati sempre vicini e stavolta hanno dimostrato l’amore per questa maglia. Cercheremo di fare il possibile. Io li conosco da tantissimi anni e so l’amore che provano per questa maglia. Cercheremo di dare il massimo sul campo e ripagarli con i risultati, è l’unico modo».

Fonte: Il Messaggero

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