Rassegna Stampa

La Roma si arrende. Supplementari fatali «Triennio da sogno Meritiamo applausi»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-06-2016 - Ore 06:57

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La Roma si arrende. Supplementari fatali «Triennio da sogno Meritiamo applausi»

GAZZETTA DELLO SPORT - ODDI - Non arriva il secondo scudetto stagionale per il settore giovanile della Roma: i rigori avevano premiato la Primavera contro la Juventus, i supplementari condannano i Giovanissimi, 2-0 contro l’Atalanta, grande favorita della vigilia, tenuta a bada per i 70’ regolamentari da una attenta prova difensiva. Santese e capitan Laurenzi sono tra i migliori prospetti della squadra, il portiere Giuliani ha fatto la sua parte, e forse non è un caso che il gol dell’Atalanta sia arrivato quattro minuti dopo il cambio obbligato, con Laurenzi costretto a cedere fascia e posto in retroguardia, e il tecnico D’Andrea a riorganizzare il reparto: a uscire su Traore si è trovato un centrocampista, Simonetti, non certo abituato alle malizie di un ruolo non suo.

CHE TRIENNIO «Faccio i complimenti ai ragazzi per questa stagione – commenta l’allenatore – anzi per questo triennio che abbiamo fatto insieme: i primi due anni non abbiamo perso mai, quest’anno abbiamo una volta in regular season col Frosinone, con l’Empoli nelle Final Eight, in un girone chiuso comunque al primo posto, e stasera (ieri ndr ). Tre sconfitte in tre anni, anzi due, perché questa è arrivata ai supplementari, sarebbe un pareggio. Ma davanti a un gol come quello di Traore c’è solo da battere le mani».

DUELLO A DISTANZA Il numero 11 nerazzurro è ivoriano e gioca sotto età di un anno, proprio come Bamba, che si è reso pericoloso già al 1’ con spunto e cross, ha recuperato un paio di palloni interessanti, ma non è riuscito a concludere verso la porta. Resta comunque uno di quelli su cui la Roma punta per il futuro, come il numero 10 Riccardi, interno di centrocampo di grande talento, costretto al lavoro sporco in un reparto privo del regista titolare, il figlio d’arte Luca Chierico, in tribuna con trombetta e braccio al collo. A pochi secondi dai supplementari Cangiano poteva coronare un’eccellente fase finale con il gol, tre dribbling al limite prima di sbattere sul gigante Okoli: il talento ce l’avevano in abbondanza entrambe le squadre, hanno fatto la differenza i centimetri dei giocatori dell’Atalanta.

 

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