Rassegna Stampa

«La Roma è contro il razzismo»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-05-2013 - Ore 10:11

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 «La Roma è contro il razzismo»

(Il Romanista – D.Galli)  Cinquantamila euro di multa e una diffida che si azzererà comunque con la fine del campionato. È quanto costano alla Roma i “bu” a Balotelli (soprattutto), certo, ma anche quelli a Constant e a Boateng. La Roma ha preso immediatamente le distanze, ha condannato gli ululati, la posizione resta quella espressa da Baldini subito dopo la partita. Anche il diggì aveva (naturalmente) stigmatizzato l’episodio, salvo precisare che nel caso di Balotelli «si temeva un avversario» e di aver «sentito chiaramente la curva milanista che gridava “romano bastardo”, che è altrettanto discriminante». Vero. Peccato che nel referto consegnato al giudice sportivo della Lega di A, Gianpaolo Tosel, del coro “romano bastardo” non ci sia traccia.

 

 

 

Come è vero che il problema non è il colore della pelle di Balotelli, ma Balotelli. Tanto che oltre alla Roma sono state sanzionate nel recente passato anche Juventus, Inter, Atalanta, Genoa e Fiorentina. Tutte punite con multe più o meno salate per lo stesso motivo. Ovvero, Balotelli. La multa. La Roma, si legge sul comunicato del giudice, è stata sanzionata «per avere suoi sostenitori indirizzato continuativamente a tre calciatori della squadra avversaria cori e grida espressivi di discriminazione razziale, inducendo l’arbitro, al 2’ del secondo tempo, a disporre la sospensione della gara per circa due minuti onde farli desistere da tale biasimevole comportamento». È la prima volta che capita in Serie A. La Roma ha rischiato grosso, anche la chiusura dell’Olimpico per il Napoli. Tosel si è “limitato” al multone per due ragioni. La prima, di carattere sostanziale: non si puniscono cinquantamila persone, dicono a Milano, per colpa di cento. La seconda, formale: l’articolo 13 del Codice di giustizia sportiva prevede delle attenuanti. È a queste che il giudice si è aggrappato per non punire in maniera esagerata la Roma.

 

 

 

La diffida morirà con la fine del campionato, a patto che col Napoli il club non venga punito di nuovo per lo stesso motivo. In questo caso, la squalifica del settore o dello stadio intero scatterebbe per la prima partita casalinga del prossimo campionato. La società è intervenuta con una nota. Questa: «La AS Roma condanna ogni forma di abuso razziale. Questo tipo di comportamento da parte di qualsiasi tifoso, inclusi i nostri, è totalmente inaccettabile. Siamo impegnati ad affrontare con determinazione la questione, con l’obiettivo di eliminare tale problema dallo sport e di promuovere il rispetto verso tutti». Condivisibile. Probabilmente, lo è anche da parte di tutti gli altri club puniti da Tosel per gli ululati a Balotelli. Leggete qua. Dopo il derby del 24 febbraio, l’Inter viene diffidata e multata con 50 mila euro per avere all’11’ del primo tempo, all’11’, 15’, 16’ e 19’ del secondo tempo indirizzato grida e cori costituenti espressione di discriminazione razziale ad un calciatore della squadra avversaria».

 

 

Quel calciatore era Balotelli. Un paio di volte viene preso di mira anche Muntari. Per la cronaca, a proposito di simpatia, viene punito anche Balotelli «per avere, rientrando negli spogliatoi al termine della gara, rivolto ai sostenitori della squadra avversaria un plateale gesto insultante». Immaginate quale. La punta rossonera è nel mirino delle curve di mezzo campionato. Per gli insulti a Balotelli, l’Atalanta si è beccata 10 mila euro (Atalanta-Milan del 27 gennaio), il Genoa 30 mila (Genoa-Milan dell’8 marzo), la Fiorentina 20 mila (Fiorentina-Milan del 7 aprile), la Juventus 30 mila (Juventus-Milan del 21 aprile). Vanno sicuramente condannati gli insulti razzisti. Ma bisognerebbe capire quando gli insulti lo sono, razzisti. Senza dimenticare poi altri insulti. Quelli ai romani, per esempio. Che, guarda caso, nessun ufficiale di gara ha pensato bene di menzionare nel referto inviato alla Lega.

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