Rassegna Stampa

La serie A vuole giocare all’estero

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-04-2015 - Ore 09:48

|
La serie A vuole giocare all’estero

 Dopo la Supercoppa, il calcio italiano potrebbe esportare oltre confine anche una partita di serie A o una sfida di Coppa Italia. Effetto del dibattito avviato ieri in via Rosellini nel corso del quale Aurelio De Laurentiis ha accolto la proposta di Riccardo Silva, l’imprenditore che vende i diritti esteri del nostro campionato. «Sono in Lega a lavorare con gli altri presidenti su un progetto che punta a far uscire il calcio italiano dal periodo difficile che sta vivendo. Sky permettendo», ha detto il presidente del Napoli a Radio Kiss Kiss; il riferimento finale è ai rapporti conflittuali con la tv di Murdoch. Il fondatore di Mp Silva aveva lanciato questo suggerimento: «Se volete fare qualcosa di inedito per valorizzare l’immagine del campionato, disputate il primo turno in dieci città del mondo diverse, da New York a Giacarta».

Il modello è quello degli sport americani: Nba e Nfl talvolta usano Londra o il Messico come sede di alcune gare di basket e baseball. Non a caso, è proprio la Roma a stelle e strisce ad aver mostrato un certo interesse oltre al Napoli. Ma non sarà facile fare quello che non è ancora riuscito a nessuno, neanche alla Premier League che ci prova da anni: internazionalizzare un’intera giornata. Alcuni dirigenti hanno sollevato dubbi sulle finestre orarie dei diritti tv già venduti per il prossimo triennio, la divisione degli incassi, le spese di viaggio e gli abbonamenti ridotti. Pur in mezzo a qualche scetticismo, è passata l’idea che il nostro calcio deve aprirsi per valorizzare la sua immagine, con un occhio particolare a Nord America, emirati del Golfo ed Estremo Oriente. «Le amichevoli non bastano più, il vero appeal internazionale è rappresentato da pezzi di tornei ufficiali», dice il presidente della Lega, Maurizio Beretta. Propositi che potrebbero concretizzarsi con la disputa oltre confine della sfida di cartello della prima giornata, un “opening game” che diventerebbe vetrina inaugurale in grande stile. Le alternative sono il trasloco di un incontro di ottavi, quarti o addirittura della finale di Coppa Italia e la scelta di disputare la Supercoppa sempre in uno stadio straniero. In mattinata era andata in scena la riunione della Fondazione per la mutualità. Presenti Tavecchio e i presidenti di tutte le Leghe.

Sarà varato un regolamento più severo per evitare che la percentuale dei diritti tv, riservata dalla Legge Melandri alle categorie inferiori, sia utilizzata come un bancomat svincolato dalle reali finalità definite dalla normativa del 2008: sviluppo dei settori giovanili, sostegno degli investimenti per la sicurezza degli impianti sportivi e finanziamento di progetti a beneficio di basket e pallavolo. Finora non è andata esattamente così.

Fonte: LA REPUBBLICA (S. SCACCHI)

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom