Rassegna Stampa

La società sta con Spalletti «Francesco non era sereno»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 22-02-2016 - Ore 07:09

|
La società sta con Spalletti «Francesco non era sereno»

GAZZETTA DELLO SPORT - CATAPANO/ZUCCHELLI - Dall’altra parte del mare il tono di James Pallotta è quasi infastidito. «Io lo rispetto Totti e lo incontrerò — garantisce il presidente della Roma —, ma le vostre ricostruzioni sono fantasiose. Ed ascoltate solo una campana». E ti pareva. Siccome, avrebbe detto Flaiano, la situazione è grave ma non seria, si potrebbe anche credere che pure questa volta è colpa dei giornalisti, un po’ trombettieri (copyright Spalletti) e un po’ campanari. Perché, in effetti, non è accaduto nulla di che. «Sapevamo dell’intervista alla Rai, era sul Mondiale 2006 (smentito, ndr), il contenuto lo abbiamo scoperto solo il giorno prima...», racconta Baldissoni. Non bene. Ma, assicura il d.g., «il fatto riguarda l’area tecnica», quindi «la società non deve prendere nessuna posizione», era «una decisione che competeva all’allenatore», «legittima», ma «non punitiva, assolutamente». E, quindi, il motivo della cancellazione di Totti dalla lista dei convocati, sarebbe... «viste le dichiarazioni, il disagio creato, anche in relazione al gruppo, l’allenatore non ha più visto la necessaria serenità...», spiega Baldissoni. 

«non È lucido» Va capito. Chiunque al posto del d.g. romanista avrebbe fatto la figura di un Ponzio Pilato. Però forse così è troppo. «L’allenatore con profondo rammarico ci ha comunicato che non avrebbe ritenuto di utilizzarlo...». «Ripeto — prosegue Baldissoni —, non è una punizione, ma una considerazione sulla serenità del calciatore e del gruppo, sullo stato mentale anche rispetto ai compagni. In considerazione di quello che avrebbe potuto dare sul campo...». 

CON O SENZA DI LUI Aiuto. È il classico caso in cui la toppa, ammesso che la società volesse mettercela, è peggiore del buco. Totti escluso dalla sfida con il Palermo, che avrebbe dovuto giocare da titolare (Spalletti dixit), perché senza la serenità necessaria, anzi senza lo stato mentale adeguato. Non è il massimo, e nemmeno le considerazioni che seguono devono aver rasserenato il capitano romanista: «Francesco sta vivendo con disagio il fatto di essere meno protagonista. Lui si sente ancora dentro il campo. Per questo, oltre a rispettarlo, gli siamo vicini e gli vogliamo più bene di prima». Poi, la botta: «Ricomporre? Non possiamo perderci dietro situazioni individuali, conta la Roma». Già. Poi, ovviamente, «... Francesco è una parte onorevole e prestigiosa della storia di questa società». Ma, lo si capisce benissimo, è il passato. Del resto, «noi abbiamo chiesto a Spalletti di migliorare il rendimento della squadra», e se questo sta avvenendo senza Totti, peggio per lui (e a questo punto, dà a intendere, se ne faccia una ragione). 

SINCERITà... Più che legittimo. L’attualità (la rincorsa al 3° posto) conta più della Storia (il curriculum del giocatore). Ma la sensazione è che ieri lo strappo con Totti, che Baldissoni nega («Nessun diverbio, Spalletti ha solo fatto una legittima riflessione, è stato un incidente e multarlo non serve. Francesco domani (oggi, ndr) parteciperà regolarmente all’allenamento»), sia diventato una frattura. Se sarà o meno ricomponibile da Pallotta, lo raccontiamo nel pezzo a lato. Baldissoni glissa: «Futuro in campo o da dirigente? Lo decideranno Francesco e il presidente.

commentiLascia un commento

Nome:  

Invia commento

chiudi popup Damicom