Rassegna Stampa

La squadra non convince Bee non si fa vedere e Balo oscura i compagni

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 29-09-2015 - Ore 07:41

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La squadra non convince Bee non si fa vedere e Balo oscura i compagni

CORRIERE DELLA SERA - COLOMBO - Sognava di festeggiare il 79° compleanno questa sera a Villa Gernetto a tre punti dalla vetta brindando con Bee Taechaubol al closing dell’operazione di cessione del 48% delle azioni del club per 480 milioni. Invece Silvio Berlusconi è depresso dopo che il Milan non ha colto l’occasione di battere il Genoa catapultandosi a sole tre lunghezze dall’Inter capolista. Ma soprattutto è perplesso per l’ennesima proroga che il broker thailandese sta per chiedere per definire l’operazione di acquisto di quote societarie. Inizialmente atteso a Milano nella giornata di ieri per il closing fissato al 30 settembre, Mister Bee dovrebbe (il condizionale è d’obbligo visti i continui cambi di programma) tornare in Italia nei prossimi giorni per ottenere dal presidente milanista un rinvio (fra le 2 e le 4 settimane) sulla chiusura dell’operazione. I rallentamenti nell’affare hanno indispettito i vertici di Fininvest tanto che solo la mediazione di Licia Ronzulli ha impedito che la trattativa saltasse. Il quesito sul tavolo è uno solo: Bee Taechaubol è in grado di presentare i 480 milioni necessari per diventare socio di minoranza del Milan? 
L’entourage del magnate asiatico è ottimista, Fininvest non pone ultimatum (ma nemmeno ha intenzione di concedere altri mesi) mentre Silvio Berlusconi è in attesa. Di certo sembra appartenere a un tempo lontanissimo la frase pronunciata dallo stesso ex Cavaliere due settimane fa: «La firma con Bee è solo una formalità». 
A rendere ancora più complicato il lunedì del presidente ci ha pensato il Milan, che ricadendo in antichi errori si è mostrato incapace di dare continuità ai due successi precedentemente ottenuti. «Io e il presidente siamo dispiaciuti perché abbiamo gettato al vento l’opportunità di portarci vicini alle prime. Però non tutto è da buttare: il Milan nel secondo tempo ha giocato bene. Pur in dieci abbiamo mostrato un buon calcio» osserva laconico Adriano Galliani. La rabbia verso Tagliavento è parzialmente sbollita («il primo fallo di Romagnoli non era da sanzionare con il cartellino giallo ma visto che i nostri errori sono stati forse più numerosi di quelli dell’arbitro, non me la prendo con lui»), mentre negli occhi restano i vizi della squadra da correggere. 
I gol incassati sono maggiori di quelli realizzati (9 contro 8), due sono i giocatori espulsi in queste prime sei giornate, tre le sconfitte rimediate (tutte in trasferta). Su questo e altro dovrà riflettere Mihajlovic: la difesa ha pagato l’inesperienza e la gioventù di Ely, Calabria e Romagnoli, talenti indiscussi per il futuro ma sprovvisti di personalità nell’immediato quando la gara assume i contorni della corrida. A centrocampo De Jong ha evidenziato di non avere corsa e capacità di inserimento per essere schierato nel ruolo di mezzala destra. Balotelli è cresciuto, rispetta il codice etico e si è abbassato la cresta ma, quando gioca, fagocita, oscura, limita il compagno di reparto. È successo a Udine con Bacca, si è ripetuto a Genova con Luiz Adriano: le due nuo- ve punte, complementari ed esplosive se schierate insieme, risultano inefficaci se affiancate a Mario. Non mancheranno i compiti a casa per Sinisa, attendendo il Napoli. L’unica buona notizia arriva da Fondazione Fiera: evitato il rischio di battaglie legali dopo il dietrofront del Milan a costruire lo stadio al Portello, il comitato si riunirà il 13 ottobre. Si va verso una risoluzione amichevole della vicenda (e una penale di circa 10 milioni). 

Fonte: CORRIERE DELLA SERA - COLOMBO

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