Rassegna Stampa

La stangata dell’Antitrust: 30 milioni a Mediaset e Sky

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-04-2016 - Ore 07:41

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La stangata dell’Antitrust: 30 milioni a Mediaset e Sky

GAZZETTA DELLO SPORT - CENITI - IARIA - Sono in arrivo multe salatissime: 30 milioni a testa per Mediaset e Sky, circa 8 per Infront e 3 per la Lega. Dovrebbe essere questa la conclusione a cui sono arrivati i giudici dell’Antitrust, al termine dell’istruttoria durata un anno sull’asta dei diritti tv della Serie A 2015-18. «Accordo restrittivo della concorrenza»: le risultanze dell’indagine hanno retto davanti ai commissari. Oggi si esprimerà, come da prassi, l’Agcom, in un parere consultivo e non vincolante, poi nel giro di qualche giorno l’Antitrust potrebbe ufficializzare il suo verdetto. Beninteso, i quattro soggetti non dovranno pagare subito: hanno già preannunciato ricorso al Tar per una sospensiva che allungherà ovviamente i tempi. Bisognerà poi vedere se, nel merito, la delibera dell’Agcm verrà confermata in sede di giustizia amministrativa. Ma quel che è certo è che l’Authority ha riscontrato distorsioni nella procedura competitiva della vendita dei diritti domestici premium (le dirette delle partite in pay tv) del massimo campionato.

STORIA Tutto è avvenuto nel giugno del 2014: Sky aveva presentato le offerte più alte per i due pacchetti principali (A e B), Mediaset aveva fatto un’offerta monstre per il pacchetto D, condizionata all’ottenimento di A o B. Giorni convulsi, diffida e contro-diffida delle emittenti, Infront e Lega convinti che Murdoch violasse la «no single buyer rule» e tentati di assegnare i diritti incrociando le piattaforme (a Sky il digitale e a Mediaset il satellite) in modo da ottimizzare le entrate (1,070 miliardi). Alla fine il compromesso, suggellato da una successiva sublicenza, con Sky a trasmettere l’intero campionato di cui 132 partite in esclusiva, e Mediaset a mantenere la copertura delle big. In totale 943 milioni per la Lega (573 da Sky e 370 da Mediaset), il 14% in più del ciclo precedente.

CALCOLI Le multe che ora si prepara a comminare l’Antitrust sono rapportate al fatturato, con un massimale del 10%. Ma il calcolo del fatturato non è scontato perché si tratta di società che fanno anche altre attività e, nel caso della Lega, di un’associazione che commercializza i diritti per conto dei club. I ricavi italiani complessivi di Sky e Mediaset sono pari rispettivamente a 2,8 e 2,6 miliardi. Infront Italy ha un fatturato di 240 milioni ma la vendita dei diritti restringerebbe il perimetro a meno di 100. Per quanto riguarda la Lega, invece, sono state prese in considerazione soltanto le quote associative, pari a 8,4 milioni: se e quando arriverà il momento di pagare quei 3 milioni, i club dovranno decidere il criterio da adottare, presumibilmente in proporzione alle entrate di ogni squadra, con un prelievo a monte degli introiti da diritti tv.

RETROSCENA A inizio marzo c’è stato un avvicendamento all’Antitrust, con i presidenti di Camera e Senato che hanno nominato il costituzionalista Michele Ainis in sostituzione del dimissionario Salvatore Rebecchini nel collegio giudicante già formato da Giovanni Pitruzzella, presidente dal 2011, e Gabriella Muscolo. Sembrava, a quel punto, che l’orientamento dell’Antitrust sull’istruttoria dei diritti tv potesse prendere una piega diversa distinguendo le posizioni dei due broadcaster e ampliando le responsabilità di Infront in un presunto disegno mirato a favorire Mediaset ai danni di Sky. Da qui l’ipotesi di una multa maggiore per il Biscione (40-50 milioni) rispetto ai rivali (15-20). Alla fine si è rimasti fedeli all’impianto accusatorio iniziale: «Dagli elementi acquisiti emerge l’esistenza di un’intesa complessa, avente a oggetto l’alterazione dell’esito della gara per l’assegnazione dei diritti con una ripartizione degli stessi diversa dall’assegnazione che sarebbe derivata sulla base delle offerte presentate».

DIFESA Le parti affilano già le armi in vista del Tar. Infront ha fatto fare a PricewaterhouseCoopers una due diligence legale, che verrà esibita nel ricorso e forse anche depositata in Procura di Milano dove è aperta un’indagine su turbativa d’asta e ostacolo all’attività di vigilanza. Tra le prove difensive un memo scritto da Marco Bogarelli e indirizzato alla commissione di Lega sui diritti tv, in cui il presidente di Infront Italy suggerisce di «scontentare» sia Sky sia Mediaset, evitando che la prima diventasse monopolista e imponendo alla seconda di pagare di più dell’asta precedente per un minor numero di partite. Secondo Infront sarebbe la conferma che l’advisor non agiva a favore della tv di Berlusconi ma per far incassare il più possibile alla Lega.

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CENITI - IARIA

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