Rassegna Stampa

La tattica che verrà

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 14-01-2016 - Ore 07:23

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La tattica che verrà

MESSAGGERO - FERRETTI - In attesa degli indispensabili ritocchi della rosa, soprattutto in difesa, Luciano Spalletti sta ipotizzando di organizzare una Roma a sua immagine e somiglianza tattica. Con un grosso punto interrogativo legato, al momento, all’esterno basso a destra: ecco perché la società, quindi il ds Walter Sabatini, è chiamato a sistemare (non solo) quel ruolo. Il marchio di fabbrica del tecnico di Montespertoli, si sa, è il 4-2-3-1 anche se nella sua carriera ha prodotto, ma senza eccessiva enfasi, altri sistemi di gioco: provando ad ipotizzare la Roma spallettiana 2.0, va da sè che quattro quinti della difesa appaiono scontati, con Szczesny tra i pali, Manolas e Ruediger centrali e Digne a sinistra; a destra, ci sono tre opzioni, Florenzi, Maicon e Torosidis, ma il primo, per caratteristiche, potrebbe essere spostato più avanti. Ecco che, togliendo Florenzi, restano (per ora) Torosidis (che è in lista di partenza) e Maicon. A dire il vero, però, potrebbe esserci un’altra mossa, cioè quella di dirottare Ruediger sulla fascia come avviene nella Germania con l’inserimento di un altro centrale al fianco di Manolas. E qui entrano in ballo i nomi di Castan e De Rossi. Parlando di difesa, non va dimenticato che Spalletti all’Udinese giocava a tre ma poi nella Roma raramente l’ha utilizzata; considerando, poi, cha la squadra giallorossa gioca da anni con la difesa a quattro è improbabile che Lucio possa riproporla in questa sua nuova avventura romana. E, non a caso, radiomercato informa che la Roma sta cercando difensori (un centrale e un esterno) per un reparto a quattro.
IN MEZZO E DAVANTIPassando a centrocampo, in attesa del pieno recupero di Strootman (che troverà sicuramente spazio), Spalletti può contare su parecchi elementi per comporre la coppia di mediani davanti alla difesa: De Rossi, Vainqueur, Nainggolan, Keita e forse anche Uçan. Non c’è un vero e proprio regista per il suo calcio, ma visto che tanti anni fa trasformò Pizarro da trequartista in playmaker è corretto ipotizzare che lo stesso percorso potrebbe farlo Pjanic. Florenzi potrebbe diventare centrocampista nel 4-3-1-2, mentre nel 4-2-3-1 potrebbe giocare come esterno d’attacco o come incursore alle spalle della punta centrale. Già, il 4-3-1-2, un altro schema spallettiano: in questo caso, Pjanic appare tagliato su misura per la posizione di trequartista alle spalle delle due punte. Ma occhio pure a Iago Falque, con Mire sulla linea a tre di centrocampo. Di certo, il nuovo allenatore della Roma a partire da oggi comincerà a studiare tutti gli uomini a sua disposizione e, come ha sempre fatto, modellerà la squadra a secondo delle caratteristiche dei propri giocatori. Nel 4-2-3-1, la punta centrale ovviamente sarà Dzeko; con due attaccanti, cioè con il 4-3-1-2, il bosniaco sarà affiancato da uno tra Salah e Gervinho. Complicato pensare, poi, che nel 4-2-3-1 Salah e Gervinho saranno i due attaccanti esterni: uno solo dentro, l’altro fuori e sulla fascia uno tra Florenzi e Iago Falque per dare equilibrio all’intera squadra giallorossa. Con Rudi Garcia la Roma negli ultimi tempi ha giocato (giocato?) il 4-3-3, un sistema che anche con Spalletti non va archiviato in maniera preventiva e definitiva, ma tutto lascia ritenere che si farà un calcio diverso. Sennò, che svolta sarebbe?

Fonte: MESSAGGERO - FERRETTI

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