Rassegna Stampa

La tv incastra Destro: “È stato punito con la moviola”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-04-2014 - Ore 08:57

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La tv incastra Destro: “È stato punito con la moviola”

Lo schiaffo del giudice sportivo è arrivato puntuale a punire Mattia Destro per il gancio mancino sferrato a Davide Astori del Cagliari: tre turni al romanista con la prova tv, in aggiunta alla giornata di stop (inevitabile) per cumulo di ammonizioni. Quasi un ergastolo, a 6 dalla fine, per l’attaccante più prolifico del momento. La Roma, furiosa, ha inoltrato preavviso di ricorso d’urgenza alla Corte di giustizia federale, convinta di cancellare la squalifica. «Destro è stato punito con la moviola, non è più la prova tv», accusa il direttore generale Mauro Baldissoni.

Il precedente incoraggiante per i giallorossi è recente: Nicolas Frey del Chievo, fermato per un calcio al popò di Balotelli visto dalle telecamere, è stato graziato dalla Corte, che ha dichiarato inammissibile la prova televisiva. L’arbitro Giacomelli, ascoltato nuovamente dal collegio, aveva infatti specificato di aver comunque giudicato quel momento di gioco. Anche qui l’azione incriminata non è del tutto sfuggita all’arbitro Massa: da notevole distanza ha fischiato punizione per il Cagliari e ammonito Astori per la reazione stizzita. Lunedì, alle 11.21, il procuratore federale ha inviato segnalazione al giudice. Alle 11.58, Tosel ha ricevuto un’e-mail da Massa: «Né io né i miei collaboratori abbiamo visto la manata di Destro». Alle 16.50, seconda e-mail, più chiara: «Ho fischiato punizione per il Cagliari per una trattenuta, normale fallo di gioco, di Destro su Astori. La successiva manata non è stata vista». Il giudice allora ha acquisito le immagini da Sky e ieri ha punito Destro per condotta violenta, sottolineando «la volontarietà del gesto, l’energia impressa al movimento del braccio, la delicatezza della zona colpita e i concreti effetti del colpo inferto, evidenziati dal brusco spostamento del capo dell’Astori». Destro tornerebbe solo con la Juventus alla penultima. E il commento a caldo del dg bianconero Beppe Marotta, «la Roma potrà fare a meno di lui», non ha certo calmato gli animi a Trigoria.

La dirigenza giallorossa si è lamentata formalmente con i responsabili di tutte le emittenti per la rilevanza data «a un episodio come tanti». Il paragone è scattato immediato con una foto di Chiellini che accarezza Emeghara del Livorno. Bloccate anche le interviste televisive. I tifosi hanno tempestato le radio romane minacciando di disdire l’abbonamento alla pay-tv. Intanto i legali lavoravano al ricorso, convinti delle analogie col caso Frey, ma anche della «scarsa gravità» del gesto che potrebbe giustificare almeno uno sconto. «Siamo sconcertati — commenta Baldissoni — l’arbitro ha valutato l’episodio, non si può tornare sulla sua decisione altrimenti si apre il fronte alla moviola in campo». E poi, i soliti sospetti di un’azione mirata: «Non è la prima volta che la Procura agisce sulla spinta del clamore mediatico, ma chi stabilisce che un episodio meriti più di un replay? È importante che non ci siano sospetti di conflitti di interesse, vista la proprietà di alcuni organi televisivi»

. È un tema che Figc e Lega dovranno affrontare: la differenza di copertura mediatica fra big match e partite di seconda fascia non garantisce par condicio. Buffon ieri s’augurava il perdono della Corte: «Non è giusta questa squalifica e mi dispiace, la Roma con Destro rende il campionato più bello». Ma in fondo proprio il presidente Abete lasciava uno spiraglio: «Aspettiamo la sentenza definitiva, di recente un caso è stato valutato diversamente in secondo grado». La Corte si riunisce venerdì.

Fonte: LA REPUBBLICA - INTORCIA / PINCI

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