Rassegna Stampa

La voglia matta di Iturbe «Mi riprendo la Roma»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 11-09-2015 - Ore 08:23

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La voglia matta di Iturbe «Mi riprendo la Roma»

GAZZETTA DELLO SPORT - C.ZUCCHELLI - Magari che la sua testa sia sempre stata a Roma non è proprio vero, visto che aveva già salutato i compagni per andare a Genova. Ma che Manuel Iturbe adesso voglia prendersi, in giallorosso, le sue rivincite, questo sì, è vero. E pazienza se in attacco la concorrenza fa venire i brividi: Iturbe, per la prima volta da quando è saltato il suo trasferimento in Liguria, parla. E a Sky ammette: «Io mi sento pronto per giocare, sia contro il Frosinone sia in Champions League». 

FIDUCIA I fischi della scorsa stagione? I pochi gol? Solo un ricordo. I tifosi della Roma lo hanno riempito di affetto: sui social network e allo stadio, Iturbe si è sentito gratificato dai romanisti che non volevano la sua cessione e infatti dice: «Li ringrazio del sostegno. Ma ringrazio anche la società, che su di me ha investito tanto. Tutta questa fiducia mi fa stare più tranquillo». A contribuire alla sua serenità anche la fidanzata Guadalupe, con cui convive a Casal Palocco, che lo ha raggiunto dal Paraguay per fargli sentire meno la nostalgia di casa. Al resto dovrà pensare lui, cercando di sfruttare al massimo le occasioni che Garcia gli concederà. Contro la Juventus, pronti-via, ha provocato l’espulsione di Evra e gli applausi sono schizzati alle stelle: «Vincere contro i bianconeri è stato bellissimo, ma loro restano la squadra più dura da battere». 

VOGLIA DI SCUDETTO La Roma però crede di poter portare a casa il campionato e Iturbe non si nasconde: «Il livello è cresciuto, mi piace questo gruppo, sono arrivati tanti giocatori forti come Salah e Dzeko, e poi anche gli altri». In attacco tre pedine nuove, due che amano giocare sull’esterno e sono mancini, come lui. Difficile pensare, in questo momento, a una Roma senza l’egiziano o senza Iago Falque, ma Iturbe non si scompone, caricato, evidentemente, da tutto quello che è successo nelle ultime settimane: «Vogliamo provare a vincere perché so che siamo più forti». 

CHI SI RIVEDE Mercoledì all’Olimpico arriva il Barcellona del suo idolo Messi. Ovviamente gli chiederà la maglia e la mente volerà a Sudafrica 2010, quando Maradona portò il diciassettenne Iturbe, stella dell’Under20, al Mondiale come sparring partner. Dopo una partitella, Leo chiese informazioni su quel «ragazzino mancino niente male» e poi lo benedì come solo i grandissimi fanno: «Sei bravo, continua così». Lo ha preso in parola, l’avventura al Porto non è andata bene, quella al Verona lo ha fatto esplodere. Cento dribbling in un anno, più di metà delle difese della Serie A che non riuscivano a contrastarlo, tante giocate e tanti milioni spesi dalla Roma per prenderlo. L’inizio è stato strabiliante, con quella notte di Champions contro il Cska che sembrava fatta apposta per far brillare ancor di più la stella di «quel mancino niente male». La storia poi, è andata diversamente. E allora, davanti a Messi, ma anche davanti a Ciofani domani, quale miglior occasione per ripartire? 

Fonte: Gazzetta dello Sport - C.Zucchelli

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