Rassegna Stampa

L’allenatore nel pallone (marcio) sempre distratto

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-02-2015 - Ore 11:34

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L’allenatore nel pallone (marcio) sempre distratto

Quando Conte lo allenava nel 2007-09, il Bari era una “vera e propria centrale di calcio scommesse”, definizione della Procura, che processò e condannò per frode sportiva due rose intere di calciatori. Ricevute le carte, Palazzi non poté fare a meno di squalificare 30 calciatori di Conte: 13 per illecito, 7 per omessa denuncia e 10 dopo patteggiamento. Quando scoppiò il bubbone-Bari, Conte era reduce dalla squalifica di 10 mesi per l’omessa denuncia di Albinoleffe- Siena 1-0, poi ridotti a 4 dal Tnas che però non poté non rimarcare: “Come ammesso dalla difesa, Conte avrebbe avuto conoscenza dell’illecito accaduto in data 8 marzo 2012. La confessione di Stellini è datata invece 29 luglio 2012”. Come dire: Conte sapeva ma non disse nulla. Ebbene: il 7 agosto 2012 Stellini, il suo uomo di fiducia, confessa ai pm gli illeciti di Bari- Treviso 0-1 e Salernitana-Bari 3-2. Un mese dopo, il 6 settembre, la Procura convoca Conte e gli chiede conto. “Stellini venne nello spogliatoio e mi disse: ‘Mister, su Bari-Salernitana c’è qualcosa’. Dissi: ‘Cristian per favore, tu sai quello che sto passando, per favore non dirmi un cazzo, esci’. ‘Lascia stare, non voglio sapere niente. E io da lui non ho saputo niente, capisci?”. I pm: “Nello spogliatoio di Torino quando? Prima o dopo che lui è stato convocato qui?”. Conte: “Quando è uscita la notizia sul giornale”. Ora. A parte il fatto che tra uscita della notizia (1 agosto) e interrogatorio di Stellini (7 agosto) non si capisce quando i due possano essersi incontrati, specie a Torino, visto che l’1 Stellini è a Roma dove patteggia 2 anni di squalifica, il 3 idem per patteggiare altri 6 mesi: mentre la Juve l’1 è a Ginevra per l’amichevole col Benfica, il 4 a Salerno col Malaga e il 5 a Tokyo per la Supercoppa: perché Conte, già inguaiato da Stellini per i tarocchi di Siena, non corre subito a denunciare il colloquio col suo braccio destro? E perché tre giocatori, dopo Carobbio e Coppola a Siena, raccontano di un Conte consapevole? “Era dispiaciuto ma ne prese atto” (Lanzafame). “Era un po’ dispiaciuto” (Gillet).Ci disse che comunque era con noi”(Kutuzov). Quando Palazzi interroga Conte, a Roma, gli offre tè e pasticcini. Poi archivia. Trenta giocatori gli vendevano le partite sotto il naso, il suo uomo di fiducia cercava di dirglielo ma lui niente, non vedeva e non capiva. Cappuccetto Rosso, al confronto, era un’aquila.

Fonte: Paolo Ziliani - Il Fatto Quotidiano

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