Rassegna Stampa

L’altra Roma di Garcia comincia da Palermo: “Ora punto su Destro”

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 17-01-2015 - Ore 09:55

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L’altra Roma di Garcia comincia da Palermo: “Ora punto su Destro”

L’ottimismo e gli acciacchi, bisogna trovare un punto di equilibrio. Lo scudetto e gli squalificati, c’è da capire sino a che punto la quasi totale sparizione del centrocampo titolare, stasera, potrà incidere sui sogni giallorossi (in arrivo un cambio di modulo?), quanto il presente imbottito di preoccupazioni oscurerà il futuro intriso di speranze. Forse Palermo in questo momento è la fermata meno comoda per l’intermittente Roma che fa spesso pensare alle luci “stop and go” di una discoteca, ora sì, ora no, ogni tanto buio completo, ogni tanto flash accecanti, e per Garcia stesso che esalta Totti, allunga il “selfie” trasformandolo in una fotoricordo del gruppo festante di fine partita ma che in cuor suo sa bene (non deve dimenticarlo) quanto il derby, complice il basso rendimento di Pjanic, Nainggolan e Maicon, fosse stato perso malamente, senza un motivo apparente, in realtà per una serie di colpe individuali e collettive, subdole e scivolose. Palermo crocevia del dubbio e della primavera. Dybala è sulla bocca di tutti, Iachini mescola fiducia nei suoi e ammirazione per l’avversario («solo il miglior Palermo può superare questa Roma») e Zamparini getta spacconate sul fuoco («due gol li facciamo»). «A meno di infortuni non chiederò rinforzi a gennaio, andiamo a Palermo per recuperare i punti persi in casa ». Garcia chiude il mercato in uscita: «Conto su Destro per questa seconda parte di campionato e lui lo sa, è motivato, lo si capisce in allenamento». In partita molto meno per due ragioni: Mattia gioca poco e quando lo fa, come è successo nel derby, entra in campo camminando (di solito un giocatore entra in campo correndo, a volte impartendo pure esagerati ordini ai compagni…). Roma dunque appesa all’esile filo di squalifiche e acciacchi (De Rossi, Nainggolan, Totti, Manolas, Torosidis, Maicon).

 

 

Roma che punta su un Destro nuovo, diciamo un Destroyer, anche se molte voci continuano a darlo per certo partente smentendo Garcia (al suo posto Bacca del Siviglia?). Castan tornerà ad allenarsi lunedì, Balzaretti lo ha già fatto. Per lo scudetto tuttavia occorre ben altro: occorre continuità ad alto livello. Dopo Palermo si va a Firenze (martedì l’Empoli in Coppa). E calcolando la sbilenca intensità dei giallorossi, la loro aritmica qualità, non è detto che fra otto giorni la Juventus non sia già troppo lontano.

A Trigoria restano ottimisti: prima di Natale alcuni “senatori” hanno chiesto e ottenuto di iniziare a discutere il premio scudetto con i dirigenti Baldissoni e Sabatini. C’erano De Rossi e De Sanctis, non Totti, che tradizionalmente non ama discutere di premi: ancora non è stato definito l’ammontare (a bilancio, lo scudetto costerebbe già 11,4 milioni in bonus inseriti all’interno dei contratti), lo scorso anno servì soprattutto per convincere la squadra delle proprie potenzialità, quest’anno si tratterebbe di un incentivo reale, al punto che il club aveva pensato addirittura di assicurare il premio (compagnie europee offrono tali servizi), poi i dirigenti si sono accorti che costava troppo (avrebbero dovuto pagare subito il 30 per cento della cifra). Zero quattrini per il secondo posto: anche questo segno d’ambizione immacolata.

Fonte: LA REPUBBLICA (M. PINCI / E. SISTI)

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