Rassegna Stampa

Lamela è un quiz

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-04-2013 - Ore 07:04

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Lamela è un quiz

(Il Messaggero ) Erik Lamela, 21 anni, è sempre più al centro del pianeta Roma. El Coco scatena quotidianamente il dibattito.Interno e anche esterno. Perché, per il miglior marcatore stagionale con 13 reti(tutte in campionato), Aurelio Andreazzoli deve scegliere ancora il ruolo ideale in campo e Franco Baldini difenderne il patrimonio tecnico dai tentativi di club stranieri. Si discute di lui più che un anno fa, quando l’unico argomento era sempre e comunque la valutazione di mercato del giovane argentino, pochi centesimi meno di 20 milioni euro, tra cartellino e commissioni, e ancora oggi rimane l’investimento più pesante della proprietà Usa. Giocate e gol di quest’annata hanno spostato l’attenzione su altre considerazioni. Ora sotto i riflettori. Da protagonista.

 

 
LA POSIZIONE IN CAMPO - Lamela con Zeman ha studiato da ala destra. Si è applicato e ha conquistato il posto da titolare anche segnando con continuità: 10 dei suoi 13 gol in questo torneo li ha realizzati con il boemo in panchina. Partendo da destra, ha avuto la possibilità di avere spesso la palla sul piede preferito, il sinistro, per lasciare il segno. Con l’insediamento di Andreazzoli, El Coco non ha più giocato da attaccante. In 7 partite con il nuovo tecnico per tre volte è partito da esterno, sempre a destra, ma dietro a tre giocatori offensivi, e in quattro occasioni ha fatto la mezzapunta dietro al centravanti, Osvaldo o Totti. I risultati, occupando le due zone, sono stati altalenanti: con lui più vicino alla porta, la Roma ha vinto tre partite e ne ha pareggiata una; quando è invece partito da esterno, due sconfitte e una vittoria. I tre gol hanno poi tre storie diverse: il primo lo ha fatto a Marassi, contro la Sampdoria, ma Andreazzoli lo aveva appena spostato alle spalle di Osvaldo, facendo entrare Florenzi sulla fascia al suo posto; il secondo lo ha firmato al Friuli contro l’Udinese, sempre in posizione avanzata e il terzo all’Olimpico contro il Parma partendo di nuovo dal lato destro. Nel derby di lunedì (all’andata suo il gol per l’1 a 0 dopo 9 minuti) potrebbe salire nuovamente dietro alla prima punta: per l’allenatore è jolly e non problema. Ma si parlerà ancora tanto di quali sono i suoi compiti. E, pesate le sue caratteristiche, se sia il caso di sacrificarlo sulla fascia, senza dargli la possibilità di guardare da vicino la porta.

 

 
IL BARÇA E IL CITY - Il 16 gennaio al Franchi, gara di Coppa Italia contro la Fiorentina, il Barcellona lo ha messo nel mirino insieme ai colleghi Marquinhos e Pjanic. Il 10 febbraio a Marassi, match contro la Sampdoria, si è mosso personalmente Roberto Mancini. Il 3 marzo all’Olimpico, posticipo contro il Genoa, il City ha poi inviato Patrick Vieira a seguirlo. A Manchester piace pure a Ferguson per lo United. La prossima settimana dovrebbe arrivare il suo manager Pablo Sabbag per fare il punto della situazione con il ds Sabatini che ieri era a Milano per alcuni appuntamenti. El Coco è incedibile, ma il City potrebbe offrire 30 milioni. Il procuratore punta al miglioramento dell’ingaggio: il contratto scade nel 2016 (ancora per un anno guadagnerà, al netto, 1,3, poi 1,5 e finirà con 1,7).

 

 
MANCINI CHIAMA PURE PJANIC - Confermato l’interesse del City anche per Pjanic, sostituto ideale di Nasri: pronti 22 milioni. Ma Guardiola spinge per avere il bosniaco al Bayern Monaco. Pallotta ha garantito: «Non è prevista alcuna cessione per fare cassa». Il tentativo, invece, per l’ex attaccante milanista Aubameyang, 23 anni, va retrodatato all’estate scorsa, quando ancora non era stato preso Destro. Per il centravanti, 17 gol in 29 gare di Ligue 1, il Saint Etienne ha rifiutato a gennaio un’offerta di 10 milioni del Newcastle. Più abbordabile, insomma Ilicic del Palermo.

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