Rassegna Stampa

«Latina ora devi crederci»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-06-2014 - Ore 18:33

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«Latina ora devi crederci»

Quando si parla di Ubaldo Righetti, si pensa subito alla Roma. Non potrebbe essere diversamente: ha vinto il secondo scudetto giallorosso nel 1983, più tre Coppa Italia. Ma ha anche battuto, e realizzato, uno dei rigori nella storica finale di Champions League contro il Liverpool. La carriera di Righetti però ha avuto inizio nel settore giovanile del Latina. «Ero giovanissimo quando sono approdato tra i nerazzurri – spiega l'ex difensore – Lì ho vissuto una bella esperienza. Ho conosciuto per la prima volta il vero calcio»

Cosa le è rimasto di questa città?

«È sempre nel mio cuore anche se non sono rimasto tantissimo. Ricordo bene il calore della gente, ho tanti bei ricordi. Vederla combattere per qualificarsi in Serie A mi fa tanto piacere».

Si aspettava una stagione così positiva?

«Non se lo aspettava nessuno. Soprattutto da come è iniziata. La squadra era stata fatta per salvarsi, però le cose sono andata sempre meglio ed ora siamo qui a parlare di un momento magico».

Qual è il segreto secondo lei?

«Il salto in A non era certamente in programma, ma la società è riuscita a formare un gruppo di spessore. I giocatori e l'allenatore hanno trovato il giusto equilibrio. A questo punto i giochi si sono fatti interessanti e se anche le intenzioni iniziali erano differenti, non puoi non provarci fino alla fine».

Cosa pensa di Breda?

«Non lo conosco personalmente, ma chi ha a che fare con lui lo descrive come una persona essenziale. Pochi fronzoli, ma molta sostanza. Ha trovato i giusti interpreti del suo pensiero, ricevendo una risposta ottima dai suoi giocatori. » un allenatore pratico, che non regala spettacolo, ma forti emozioni. Basta pensare al cammino del Latina in campionato. Ora manca l'ultimo passo per realizzare la grande impresa, anche se già essere arrivati terzi non è una cosa da poco».

Il pareggio con il Bari preclude qualcosa?

«Assolutamente no. Portare a casa il pareggio in uno stadio con 60 mila persone che incitano la squadra avversaria è una grande impresa. Il Latina ha dimostrato personalità e carattere. Era andato sotto e ha saputo riprendere la gara».

Che partita sarà quella di ritorno al Francioni contro il Bari?

«I pontini sono in vantaggio, questo senza dubbio, ma non bisogna sottovalutare nulla. La squadra di Breda come al solito sarà attenta, accorta e sfrutterà la minima occasione per portarsi in vantaggio».

Basta anche solo un pareggio 0-0 per passare al turno successivo.

«Comunque, il Latina farà il suo gioco, concederà poco e cercherà il gol. È la sua impostazione».

Crede alla qualificazione in Serie A?

«Ci voglio credere. Me lo auguro. Sarebbe fantastico, un sogno che si realizza. Se lo sono guadagnati sul campo, meritano il passaggio. È importante rimanere concentrati e pensare gara dopo gara».

E in caso di approdo nella massima serie, che campionato prevede?

«La società ha le idee chiare. Non credo, ovviamente, che punterà alle prime posizioni, ma può far sognare il popolo pontino. Al di là degli scongiuri hanno regalato un anno straordinario alla città e ai suoi tifosi, devono provarci fino alla fine».

Meriti alla società, dunque.

«Senza dubbio. Non dimentichiamo che qualche anno fa il Latina calcio era scomparso».

Tornando al calcio giocato, c'è un giocatore che la ispira?

«Il segreto di questa squadra è la giusta dose di esperienza, come Cottafava e Morrone, e gioventù, come Viviani. Ma anche Jonathas, Jefferson. L'insieme è perfetto».

La sua opinione su Viviani?

«Mi capita di scambiare qualche messaggio con lui. Gli piacerebbe tornare a Roma e se non è quest'anno lo sarà nel prossimo futuro. È cresciuto ed è più consapevole nei propri mezzi».

Che finale prevede?

«Il Modena ribalterà il risultato, quindi sarà Latina-Modena e vincerà il Latina, non potrà essere diversamente».

 

Fonte: Serena De Iaco - iltempo.it

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