Rassegna Stampa

Lazio: minacce di morte per Lotito e Tare

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 04-09-2013 - Ore 08:59

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Lazio: minacce di morte per Lotito e Tare

La delusione può sfociare anche nella violenza. Almeno quella verbale. L’hanno capito bene a Formello, dove tra la serata di lunedì e la giornata di ieri si sono trovati a fare i conti con una montagna di mail di protesta per il mancato acquisto di un attaccante, che si chiami Yilmaz, Quagliarella o Gilardino in fondo poco importa. Il punto è che le mail non erano tutte ortodosse: diverse contenevano minacce di morte, destinatari il presidente Lotito e il d.s. Tare«Finirete impiccati», oppure «La mattina vi troveranno freddi»: questo il senso di alcuni messaggi, l’ultima stortura di una città che vive sempre borderline, dove bastano un paio di sconfitte — seppur pesanti — e un mancato acquisto per dimenticare l’idillio di una Coppa Italia vinta e di un’estate passata a festeggiare.

RETROSCENA YILMAZ La Roma biancoceleste ieri era questo: un senso diffuso di malcontento, se non di protesta vera e propria (c’era pure chi proponeva manifestazioni), per il colpo sfumato in extremis, un classico dell’era Lotito. «Ma arriva un momento in cui le aspettative della gente vanno oltre — ha dichiarato il d.s. Tare —. Questa rosa è migliorata a livello numerico, puntiamo al posto in Champions e all’Europa League». È un tentativo di riportare la calma. In fondo quello che aveva provato a fare Lotito sabato scorso, tentando di spostare l’attenzione lontano da Yilmaz: «Non lo stiamo trattando, è un nome uscito dalla Turchia», aveva detto. La verità l’ha raccontata ieri Tare attraverso la radio ufficiale del club: «Abbiamo provato fino all’ultimo di portare Yilmaz a Roma – ha detto il d.s. -. L’affare è saltato perché a decidere il destino non è stato il calciatore, ma un procuratore con richieste fuori dal mondo». E il giorno dopo tutto è più chiaro: alle 10 della mattina di lunedì il Galatasaray aveva chiamato la Lazio dicendo sì alla proposta di Lotito, chiedendo di mettersi con contatto con il procuratore Ali Egesel. Quest’ultimo, poi, oltre a sparare alto sulle commissioni, ha chiesto per l’attaccante 700 mila euro in più di stipendio rispetto ai 2,3 milioni sui quali le parti si erano già accordate. 

PETKOVIC E GILARDINO A quel punto Lotito si è deciso a tesserare Perea, mentre Tare chiudeva l’accordo con la Juventus per Quagliarella. «È stato Conte a bloccare tutto», ha spiegato il d.s. biancoceleste. L’altra pista, quella legata a Gilardino, è stata invece bocciata da Petkovic, che nella richiesta alla società aveva indicato le caratteristiche di un attaccante in grado sì di sostituire Klose, ma anche di giocarci insieme. Gilardino non era di gradimento del tecnico, che però ora si trova con il solo Floccari come attaccante pronto subito all’uso oltre a Klose. «Ma non prenderemo svincolati. E Perea è un giocatore di grande prospettiva, su di lui crediamo molto» ha spiegato ancora Tare. Il colombiano sarà a Roma nelle prossime ore, starà a Petkovic trasformarlo al più presto in un giocatore pronto. 

DIAS, NIENTE EUROPA  Nell’attesa spazio al giovane Keita, inserito in lista Uefa. A sorpresa esclusi i brasiliani Dias e Vinicius. C’è invece il portiere Berisha, ora con l’Albania: arriverà a Roma la prossima settimana, ma il suo trasferimento è un caso. Il Chievo ha infatti inoltrato ricorso alla Fifa perché ritiene di aver in mano un accordo valido (e regolarmente depositato in Lega). Il portiere rischia una squalifica: un’altra battaglia buona per Lotito.

Fonte: (Gazzetta dello Sport)

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