Rassegna Stampa

Le 100 giornate di Milano

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 24-04-2015 - Ore 11:28

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Le 100 giornate di Milano

Se si volesse scrivere un libro sulla storia della Roma, il capitolo sulle trasferte milanesi non sarebbe di facilissima stesura. I numeri – e non solo – parlano chiaro a riguardo: sabato sarà la sfida numero 100 contro l’Inter contando campionato e coppe, ma dalle parti della Madonnina è sempre stata dura. 17 vittorie su 99 incontri è il bilancio in cifre. Le difficoltà non sono mai state un mistero, è storia nota. Talmente nota da finire persino nei dialoghi di una sceneggiatura di un film di una ventina d’anni fa: “I Mitici, colpo gobbo a Milano” di Carlo Vanzina.

La trama: Enzo e Fabio (Ricky Memphis e Claudio Amendola) sono due freschi disoccupati senza grandi prospettive. Pensano a un modo per uscirne, si vogliono improvvisare ladri per rapinare una gioielleria di via Montenapoleone nel capoluogo lombardo. Enzo (Memphis) è perplesso, non è convinto di diventare fuorilegge dall’oggi al domani e spiega a Fabio (Amendola) perché non sarebbe una buona idea: “A me fa paura pure anda’ a Milano. Hai capito, come? In trasferta, lì perdemo sempre a Fabio…”. Chiaro il riferimento calcistico (e statistico) delle vicende romaniste al “Meazza”. La pellicola è del 1994, l’anno in cui la Roma vince 1-0 a San Siro contro l’Inter grazie a un autogol di Gianluca Festa. Un’eccezione o quasi. Non a caso, i giallorossi non porteranno via più successi dalla Scala del Calcio per undici anni. Nemmeno il primo novembre 2000, nell’anno “domini” del terzo scudetto. La Roma di Capello cade 2-0 sotto i colpi di Sukur e Recoba. è il primo ko nel campionato, ma è una svolta. Quella sera Batistuta e compagni chiedono al tecnico di osare di più in fase offensiva. Così sarà. Tricolore sarà.

I tre punti tornano il 26 ottobre 2005: la Roma di Spalletti supera i nerazzurri 3-2 con reti di Montella e Totti (doppietta). A nulla servono le due realizzazioni di Adriano che mettono pepe al finale di gara, ma non portano al pareggio. Vince la Roma dopo undici anni, però vale la pena descrivere uno dei due gol del numero dieci. Non il rigore del momentaneo 3-0, ma quello del 2-0. Il Capitano prende palla a centrocampo rubandola a Ze Maria, si invola verso la porta avversaria difesa da Julio Cesar. Corre per un metro, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, nove, dieci. Nessuno interviene su di lui. Quando è quasi al limite dell’area in posizione di sparo, Francesco opta per la soluzione più complicata, “il cucchiaio”. Il pallonetto – suo marchio di fabbrica dagli Europei del 2000 – è perfetto, la sfera finisce alle spalle dell’estremo difensore brasiliano. È un capolavoro. Qualcuno sugli spalti si alza in piedi per applaudire e inchinarsi davanti a cotanta bellezza calcistica. A prescindere dalla rivalità. È probabilmente il gesto tecnico migliore della sua carriera. “Ancora non ho capito se è il primo o il secondo più bello. C’è tutto: classe, tecnica, astuzia, forza. Penso possa bastare… Un gol stratosferico, difficile da vedere”, le parole di Totti nello Slideshow a Roma TV. Da quel momento, da quella vittoria – dieci anni fa – inizia una nuova fase della Roma a San Siro, contro l’Inter. Le soddisfazioni sono più frequenti. Il 17 maggio 2007, la finale di ritorno di Coppa Italia, i capitolini perdono 2-1, ma è una sconfitta dolce. Il match dell’andata all’Olimpico si era chiuso 6-2 per la Roma, dunque tanto basta per aggiudicarsi il trofeo in uno stadio dove quel giorno vengono diffuse le note di “Grazie Roma”.

Una coppa chiama l’altra. A distanza di qualche mese, il 19 agosto 2007, le due rivali si contendono la Supercoppa Italiana. Decide De Rossi su calcio di rigore (procurato da Totti) mandando in delirio i tanti tifosi presenti nel settore ospiti. L’esultanza del 16 mostra vena, giugulare e tutta la Roma conosciuta. E Daniele, abbracciando Totti, si lascia andare a un’espressione amichevole: “Tacci tua”. Dagli undici metri doveva andare il capitano, ma una botta al piede aveva suggerito di lasciare l’esecuzione a un altro. Il 2 settembre 2012 è un’altra data storica: non solo per la comoda vittoria della Roma di Zeman contro l’Inter di Stramaccioni (3-1), ma per la prima marcatura in Serie A di Florenzi: cross pennellato di Totti, colpo di testa del centrocampista di Vitinia a battere Castellazzi. “È un campo che mi porta fortuna”, ha detto di recente “Flo”. Già, perché a San Siro ha segnato pure lo scorso anno, nell’ultima gara delle 99 disputate (Inter-Roma 0-3, Totti, Totti, Florenzi). La prima della serie è datata 11 dicembre 1927 (Internazionale-Roma 3-3, doppio Bussich e Chini per i giallorossi), mentre la prima affermazione romanista risale al 25 novembre 1934 (Ambrosiana-Roma 0-1, Guaita). Sabato sarà la centesima. Le 100 giornate di Milano, contro l’Inter. “In trasferta, lì perdemo sempre…”. Non è più così.

Fonte: AS ROMA MATCH PROGRAM - RICCARDI

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