Rassegna Stampa

Le due giustizie e il sistema malato

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 08-07-2015 - Ore 08:10

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Le due giustizie e il sistema malato

LA REPUBBLICA – CROSETTI - Pensavamo fosse tutto vero: fessi, illusi. Guardavamo le partite credendo che un autogol fosse solo un errore, non una truffa. Eravamo sicuri che quel portiere fosse solo scarso, magari incredibilmente scarso, non un delinquente. Tutto questo lo abbiamo visto, analizzato, ci siamo emozionati, lo abbiamo pure raccontato. Peccato fosse la cronaca di un falso. Il calcio taroccato. Lo sport più amato? Una patacca. Se uno dei rinviati a giudizio ha un nome enorme ed è addirittura il commissario tecnico della nazionale (la sentenza, però, alla fine), quella che davvero annichilisce è la vastità dei numeri: 104 uomini di calcio sotto processo, 60 partite con almeno una prova di illecito, 200 gare in odore di combine. Duecento! Come dire che per anni, dai dilettanti alla serie A, ci è passata sotto il naso una farsa, una bieca commedia. Duecento partite probabilmente truccate sono un mastodonte, una vergogna che rende appena l’idea dei confini del male. Non per nulla, gli atti del processo di Cremona sono una Treccani, sono come la guida telefonica di New York. E il calcio lurido è sotto inchiesta anche a Catanzaro e Catania per altre vicende, per altri inaccettabili inganni. Ma allora, che cosa abbiamo visto in questi anni? Ed è servito a qualcosa, finalmente, accorgerci del marciume? Non sembrerebbe, visto che i truffatori ancora imperversano e sono macedoni, arrivano da Singapore e dalla nostra Italia corrotta, professionisti internazionali del crimine insieme a rubagalline. Per quasi tutti c’è stata, fino ad oggi, la consolazione di una giustizia sportiva frettolosa e morbida, che vuole sempre chiudere ogni fascicolo alla svelta (meglio ancora non aprirlo) punendo al massimo con qualche buffetto, perché il dio dei calendari, dei campionati e dei palinsesti va venerato prima di ogni altra urgenza. Anche stavolta, vedrete, avverà l’incastro magico e a fine agosto si ripartirà felici e contenti, con la vertigine di nuovi acquisti e il sogno di grandi imprese, magari pure queste taroccate ma cosa importa, lo show deve continuare.

Mediatori, faccendieri, complici, amici, amici degli amici: il nostro calcio non si è fatto mancare niente. Il reato di associazione a delinquere viene contestato a molti dei 104 rinviati a giudizio. Nelle carte del processo si leggono nomi ingombranti, i soliti Signori e Doni, di nuovo Mauri, poi Colantuono e Conte, la serie A e la nazionale. Tutti innocenti fino a prova contraria e fino all’ultimo grado di giudizio, per carità. Ma se adesso il primo pensiero dovessero essere gli Europei 2016, permetteteci un sentito “chi se ne frega”.

 

Fonte: LA REPUBBLICA – CROSETTI

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