Rassegna Stampa

Le mani di Lukasz

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 05-10-2014 - Ore 09:00

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Le mani di Lukasz

C’era una volta Zibì Boniek, sono passati tanti anni e adesso il polacco di Juventus-Roma si chiama Lukasz Skorupski, ventiduesimo giocatore impiegato da Rudi Garcia. Zibì ha avuto la fortuna di stare di qua e di là, Luca per adesso sta solo da una parte. Giovane, bravo, di lui parlano tutti bene, soprattutto i suoi compagni, che lo hanno già battezzato come il nuovo Manuel Neuer. Chissà, magari sarà pure vero, ma è presto per dirlo e nessuno lo dice pubblicamente. Vediamolo. Oggi tocca di nuovo a lui, come lo scorso 11 maggio, Roma-Juventus. L’esordio in A proprio contro i bianconeri, ricordo amaro per la sconfitta (rete di Osvaldo), leggera perché il campionato era ormai finito da tempo: lo scudetto lo aveva vinto la Juventus e non la Roma. Era la sua prima volta, oggi sarà l’esordio allo Stadium di Torino e la terza (la seconda a Genova, ultima dello scorso campionato) in assoluto per il giovane portiere polacco. La prima partita con la Roma risale al 9 gennaio 2014, 1-0 dalla Roma contro la Sampdoria, ottavo di Coppa Italia. Di cinque giorni fa l’esordio in Champions, all’’Etihad Stadium con il Manchester. Tutto il mondo in una settimana, mica male, e stavolta è il primo test vero in campionato: lo scorso anno ha giocato partite inutili, stavolta è in ballo un pezzo di scudetto. Paura? Questo ragazzo – assicurano a Trigoria – ha personalità, non si spaventa e ha doti tecniche fuori dal normale. L’insegnate è di buon livello, quel De Sanctis che si è arreso davanti a un problema muscolare. Tra l’altro la defezione di Morgan costringe Garcia a portare a Torino un altro giovanissimo portiere, Gabriele Marchegiani, figlio di Luca, ex portiere Lazio. Skorupski ha scavalcato anche il suo grande amico Lobont, per non parlare di Curci. Se la Roma sui portieri gioca il jolly, la Juve va sul sicuro e si affida a Gigi Buffon, il più grande, il maestro di tutti.

GENERAZIONI A CONFRONTO
Buffon contro Skorupski, un po’ come la paradossale gara proposta da Zenone tra Achille e la tartaruga. Un colosso da una parte, un novizio dall’altra. Uno che sulle spalle ha 721 partite e un altro che in Italia lo abbiamo visto quattro volte, con tutto il rispetto per il suo passato con le maglie del Górnik Zabrze e del Ruch Radzionków, con cui ha messo su una settantina di presenze. Per non parlare poi dei titoli vinti dal primo (tantissimi) e dall’altro (zero). 

 

 

TRADIZIONE POLACCA
E’ chiaro, il confronto è tra un classe 78 e un 91, tredici anni di differenza, praticamente una intera carriera, che per Skorupski è appena cominciata, tra l’altro mantenendo alta la tradizione polacca che ha sempre sfornato buoni portieri in passato Jerzy Dudek e Jan Tomaszewski e attuali, Wojciech Szczesny (Arsenal) e Lukasz Fabiannski (Swansea), Przemysaw Tyton (Elche) e Artur Boruc (Bournemouth). La Roma quest’anno non è andata a pescare un dodicesimo di esperienza proprio perché punta molto sul Lukasz (lo voleva Zeman al Cagliari), anche per il dopo De Sanctis, all’ultimo anno di contratto in giallorosso. Tutti si fidano di lui. In patria è molto stimato, tant’è che è appena arrivato anche l’esordio in Nazionale: viene paragonato ad Artur Boruc e, nonostante il gran fisico di cui dispone (187 cm per 84 kg), viene descritto come un portiere agile e reattivo. E ambizioso. «Vorrei poter essere il primo portiere della Roma, con cui ho un contratto fino al 2017. Non sarà facile, perché la rosa è formata da altri portieri molto bravi. La buona notizia è che Garcia mi ha già dato la possibilità di scendere in campo da titolare in alcune partite la scorsa stagione. Quest’anno giocheremo ancora di più, quindi spero di avere più spazio», così Lukasz qualche tempo fa. Voleva più spazio? Eccolo. 

 

Fonte: Il Messaggero

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