Rassegna Stampa

Le oscillazioni di Salah tra i duelli con Marcelo e la ricerca di Dzeko

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 09-03-2016 - Ore 08:10

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Le oscillazioni di Salah tra i duelli con Marcelo e la ricerca di Dzeko

GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE - Uno scatto in verticale, un movimento a stringere verso il centro a liberare la fascia per la sovrapposizione di Florenzi e un ripiegamento difensivo in aiuto proprio del terzino giallorosso per cercare di arginare Bale (o Cristiano Ronaldo, quando i due si sono scambiati di posizione). Sono le oscillazioni di Salah, i movimenti che ieri sera hanno dato fastidio spesso al Real Madrid, arrivando anche a metterlo in difficoltà in più di una circostanza. Peccato solo per quegli sprechi infiniti sullo 0-0, quando l’attaccante egiziano ha avuto la chance giusta per sbloccare la partita almeno in un paio di circostanze. Alla fine Mohamed chiude anche con 19 palle perse, meno solo di Perotti (24), frutto soprattutto del grande lavoro in termini di corsa e generosità (per lui ci sono infatti anche 5 palle recuperate). 

ALLUNGHI INFINITI Salah al Santiago Bernabeu è stato a lungo una spina nel fianco della difesa spagnola, favorito anche dal fatto che Marcelo è uno che va spesso e quando attacca, lascia spazi per le ripartenze avversarie. E proprio in quegli spazi si è andato ad infilare l’egiziano, a volte invitando all’uno contro uno il terzino brasiliano e altre cercando di sfruttare proprio i suoi sbilanciamenti offensivi. Sfruttando la sua velocità Salah è riuscito spesso e volentieri a battere Marcelo (anche se alla fine dei 13 dribbling provati solo il 46% sono quelli chiusi con esito positivo) ed a creare la superiorità numerica, per poi andare a giocare in situazioni di uno contro uno con Sergio Ramos, il centrale costretto ad uscire per arginarne la corsa. Attirando uno dei due centrali fuori posizione, tra l’altro, l’egiziano ha creato anche spazi importanti per Dzeko per poter giocare in situazioni favorevoli faccia a faccia con Pepe, anche se poi il bosniaco (16 palle perse e 9 passaggi negativi) spesso ha dettato male il passaggio o faticato nello smarcamento, sfruttando poco i contromovimenti. Così Salah si è trovato a dover andare da solo (4 alla fine i suoi cross), cercando anche un paio di volte la palla bassa dentro, difficilmente il passante sul secondo palo. 

L’ALTRA MOSSA Ma la partita Spalletti l’aveva costruita anche con un’altra mossa, legata sempre ai movimenti di Salah e Dzeko (per entrambi tre le occasioni create, al pari di Perotti). Quando Salah non è andato infatti nell’uno contro uno, ha stretto centralmente per andare a creare un rombo con Dzeko, Perotti ed El Shaarawy. L’idea era quello di avvicinare tutti i calciatori capaci di giocare palla nello stretto, di fraseggiare. Ma anche di liberare lo spazio in fascia per la sovrapposizione di Florenzi, con Pjanic (in possesso palla) che a quel punto ha sempre avuto tre opzioni a disposizione: o il passaggio sul movimento a stringere di Salah, o l’appoggio in verticale a Perotti o il passaggio in fascia a liberare proprio Florenzi. È un movimento che la Roma ha messo in mostra soprattutto nei primi 20-25 minuti di gioco, con l’obiettivo poi di creare le circostanze per il traversone centrale a cercare proprio la fisicità ed i centimetri di Dzeko. I risultati, da questo punto di vista, non sono stati eccezionali, almeno in termini di efficacia. Tanto che alla fine i cross complessivi di Florenzi sono stati appena tre, uno in meno dello stesso Salah e di Digne, addirittura la metà rispetto a quelli di Perotti. Insomma, ha funzionato più l’uno contro uno di Salah che non il movimento in fascia. Spalletti ci lavorerà su, c’è da scommetterci. 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - PUGLIESE

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