Rassegna Stampa

Le regole di Garcia. Prato, ritiro, lingua «Voglio essere coinvolto in tutto»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 23-06-2013 - Ore 12:15

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Le regole di Garcia. Prato, ritiro, lingua «Voglio essere coinvolto in tutto»

(Gazzetta dello Sport – C.Zucchelli) Le prime regole sulla gestione del gruppo, Rudi Garcia le ha dette a Walter Sabatini non appena il d.s. gli ha prospettato la possibilità di allenare la Roma. Poi, una volta a Trigoria, le ha ripetute a tutte le persone che ha incrociato sul suo cammino con una sola grande premessa: «Voglio essere coinvolto in tutto».

 

 

TUTTI A SCUOLA D’ITALIANO  E così sarà, perché la Roma ha intenzione di accontentare il tecnico per permettergli di avere fin da subito autorità agli occhi di una squadra che ha dimostrato di avere assoluto bisogno di un allenatore carismatico e con tanta personalità. Garcia, che non vivrà a Trigoria ma prenderà una casa probabilmente all’Eur insieme alla moglie e alle figlie (che non vuole esporre alla pressione di Roma, tanto da aver chiesto alla società una mano a mantenere la privacy) per prima cosa pretende che la lingua della squadra sia l’italiano. Lui e i membri francesi del suo staff si metteranno sotto con le lezioni prima possibile, lo stesso dovranno fare i calciatori stranieri. In sostanza mai più casi Stekelenburg.

 

 

I SAGGI  All’interno di Trigoria ogni aspetto della vita dei calciatori (dal marketing all’alimentazione fino alle iniziative media) vedrà il suo coinvolgimento. Prima di prendere decisioni importanti sentirà il parere dello spogliatoio attraverso cinque o sei «saggi» che si relazioneranno con lui a nome della squadra. Oltre a Totti e De Rossi (se resterà) ci saranno anche un altro calciatore esperto, un rappresentante degli stranieri e uno del gruppo dei più giovani.

 

 

COME A BARCELLONA  Garcia vuole avere un ufficio con vista sui campi per controllare lo stato di salute dei campi stessi. L’idea è quella di avere la stessa altezza dell’erba sia a Trigoria sia allo stadio Olimpico, abitudine di molti club europei, compreso il Barcellona di Guardiola. Anche la palestra dovrà essere più illuminata perché «con la luce si fatica meglio».

 

 

RITIRO PIU’ BREVE Convinto che non servano due settimane di ritiro ma «dieci giorni brevi ed intensi», Garcia ha chiesto di annullare l’ultima amichevole prevista in Alto Adige limitandosi così a due incontri con le selezioni locali. La Roma sta cercando un accordo con gli organizzatori per accontentare il tecnico che, invece, ad agosto vorrebbe test più probanti perché sa che la Roma non può permettersi di partire male dopo il disastroso finale dell’ultima stagione. A tal proposito, Garcia fisserà subito colloqui individuali coi calciatori per saggiarne, ancora prima del lavoro sul campo, stimoli e motivazioni. Chi dimostrerà di non averne, questo il senso delle sue parole a Sabatini, non «potrà far parte della mia Roma».

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