Rassegna Stampa

Le stoccate di Conte «Insigne? Scelta mia E se Pirlo è fermo...»

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 10-11-2015 - Ore 07:51

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Le stoccate di Conte «Insigne? Scelta mia E se Pirlo è fermo...»

GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI - Inadatto, inopportuno, ingiustificato, impreparato. Le quattro «i» con cui nasce il ritiro novembrino della Nazionale danno l’idea di uno spartiacque fra presente e futuro. Raggiunta la qualificazione all’Europeo, Antonio Conte – tra Palazzo Vecchio e Coverciano – traccia il primo confine fra coloro che sono sicuri di andarvi ed altri, pur talentuosi, che al momento devono dare garanzie, e fra questi – causa anagrafe – c’è anche Andrea Pirlo. A meno che un’altra «i» non spunti all’orizzonte: l’Inter. Ma andiamo con ordine. 
CUORE «Chi non capisce il valore della maglia azzurra qui è inadatto o inopportuno. Io so che cosa significhi indossarla e non capirlo è ingiustificato». Ai cronisti pare che l’allusione sia a Insigne e Berardi, reduci da discussi problemi fisici in Nazionale e stavolta non convocati. «Sono rimasti a casa per scelta tecnica. È sbagliato fare un discorso personale, ma dall’inizio ho detto che avrei voluto una squadra che privilegiasse il gioco e vivesse la maglia come una come seconda pelle. Tengo alla moralità, quindi agli atteggiamenti in campo e fuori. Avevo detto che avrei guardato con attenzione la voglia di indossare l’azzurro di chi viene qui. C’è chi l’ha capito subito, chi più tardi e chi sta cercando di capirlo. Non ascolterò venti del nord, del sud o del centro, e non basteranno due o tre gol per stare in questo gruppo. Occorrono valori straordinari per fare cose straordinarie. Perciò ho bisogno di uomini straordinari, e non sono tanti. Pensate a De Silvestri: si è rotto il ginocchio per noi e quindi alla prima occasione l’ho convocato. Verratti ha giocato con l’Azerbaigian a rischio di farsi male al polpaccio quando magari altri si sarebbero tirati fuori. Giocatori così li difenderò a spada tratta, mi butterei nel fuoco per loro. Stiamo portando avanti un percorso, se i club lo vogliono capire, bene. Noi rispettiamo tutti, ma vogliamo essere rispettati. Abbiamo finito il girone da primi e imbattuti. Per entrare in questo gruppo bisogna fare cose eccezionali». 
CASO PIRLO Conte poi passa a Pirlo. «Il suo campionato è finito da due settimane ed era programmato che non fosse qui. Di lui ho una stima immensa sotto tutti i punti di vista, ma devo essere freddo nelle analisi, Andrea va per i 37 anni, perciò devo iniziare a guardarmi intorno e prendere in considerazione l’ipotesi che Pirlo possa non essere più in Nazionale. Sarei il primo a essere felice se Andrea avrà le carte in regola, ma non posso farmi trovare impreparato». Una via d’uscita comunque ci sarebbe. «Per lui la nuova stagione comincerà a marzo, ma se Andrea tornasse in Italia (e l’Inter lo cerca, ndr ) sarei molto contento. Avremmo la possibilità di vederlo sempre e di allenarsi in una determinata maniera, senza contare che farebbe ancora la differenza. Il mio timore è che la lontananza possa fargli perdere tutto questo. Una paura legittima che avrebbe chiunque al mio posto. Non c’entrano i progressi di Verratti, dipende tutto da Andrea. Verratti non è Pirlo, è meno regista e più centrocampista, però non siamo nelle condizioni di appoggiarci ai singoli elementi. Se pensiamo di andare a vincere l’Europeo con i singoli, allora torniamocene a casa. Detto questo, noi guardiamo anche l’Under 21. Se Bernardeschi ad esempio continuerà così, unendo qualità e quantità, lo terremo d’occhio di sicuro. Da qui a giugno ci sono spazi aperti, ma devono essere occupati in maniera seria e a 360°, cioè guardando anche gli aspetti comportamentali, la passione, l’entusiasmo e l’orgoglio di indossare l’azzurro». 
CAMPIONATO I titoli di coda sono sulla sfida col Belgio di venerdì a Bruxelles («È primo nel ranking, un top team») e la corsa scudetto: «La Fiorentina in testa è uno spot per il calcio, la dimostrazione che quando si fanno le cose per bene i risultati arrivano, anche se sulla carta si può sembrare meno attrezzati». Il premio «Emozione» però Conte lo dà a Papa Francesco, che oggi sarà a Firenze. «Siamo stati invitati, ma o si andava tutti o nessuno. Comunque averlo incontrato in passato è stata una bellissima esperienza. Mi piace molto anche perché esprime giudizi anche in momenti non facili». Qualcosa in comune tra i due, perciò, pare proprio esserci. E se nel prossimo conclave ci fosse posto... 

Fonte: GAZZETTA DELLO SPORT - CECCHINI

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