Rassegna Stampa

Le sue scelte, la sua evoluzione, la sua dieta

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 07-10-2013 - Ore 07:53

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Le sue scelte, la sua evoluzione, la sua dieta

Dato che è un ragazzo - oddio, non proprio un ragazzo, però sembra - molto onesto,Francesco Totti ha sempre ammesso di aver dovuto scegliere tra felicità personale e lucentezza del palmarés. E anche, diciamolo, tra la prima e il successo personale come calciatore. Ha capacità tali che andrebbe inserito nella lista dei più grandi della storia, magari sotto Pelè e Maradona, certamente dalle parti di un Cruijff. Invece deve sentirsi dire, quando gli capita di andare in Brasile: peccato tu sia rimasto sempre alla Roma, altrimenti saresti diventato come Kakà. Lui non se ne cura, però a chi ama il calcio l’accostamento se non sacrilego appare quantomeno morboso e innesca il mal di pancia. Ha vinto uno scudetto in Italia, un Mondiale nel 2006. Poi due edizioni della Coppa Italia, due della Supercoppa italiana; ed è stato finalista nell’Europeo del 2000. Non è un curriculum da disprezzare, ma certo infinitamente inferiore a quello di giocatori infinitamente inferiori a lui. Il cruccio che coltiva è non essere venuto alla luce nella competizione più individuale che il calcio conosca, quella per il Pallone d’Oro. Al massimo è entrato nella rosa dei dieci finalisti.«Ancora devo capire come si fa a vincere quel premio», disse che era ancora giovane e già considerato in declino.

Non era nato per essere una bocca da fuoco, nulla di così volgare e ovvio.Francesco Totti è diventato attaccante prolifico per naturale evoluzione, esplorando ogni angolo del campo di gioco, lanciando in rete innumerevoli compagni di cui si è persa memoria e conteggio con passaggi di sconcertante precisione scoccati preferibilmente senza guardare il bersaglio. E ha cominciato a chiedersi che cosa si provasse a segnare in prima persona. Adesso mettendo insieme tutti i gol segnati nella sua carriera dal 1992 a oggi, compresi quelli nelle Nazionali giovanili, è arrivato a 300. Numero interessante ma calcolo un po’ cerebrale. Le due reti infilate sabato sera contro l’Inter a San Siro innescano considerazioni statistiche secondo noi di maggior valore. La più banale riguarda le 230 realizzazioni in campionato, che portano Totti lievemente più vicino al record che ancora sogna di raggiungere, i 274 gol di Piola nei campionati a girone unico. Lui stesso ammette: «Devo pormi altri obiettivi, quel traguardo ormai mi sembra fuori portata»

L’ago della bilancia è immobile da molto tempo, quanto le lancette dell’orologio. Francesco Totti ha inevitabilmente perso qualche chilometro all’ora nello scatto breve - d’altronde non è mai stato un velocista - ma la sua evoluzione fisica ha seguito un ritmo regolare e naturalissimo, sempre passeggiando intorno agli 82 chili, un paio di meno agli inizi. Naturalmente più passano gli anni e più diventa difficile conservare quel livello. Per stare sul sicuro, Totti prima del ritiro dell’estate scorsa ha trascorso insieme con la moglie Ilary Blasi, soubrette e conduttrice, un periodo di cure presso il centro Henry Chenot, a Merano: dieta, bevande a base di acqua e limone, bagni di fieno, massaggi. Va bene, d’accordo. Chi lavora con il corpo oltre che con la testa deve rassegnarsi a esperienze di questo genere. Ma per Totti il sacrificio corporale non è questione di una volta ogni tanto. Per cominciare non ha mai fumato e non ha mai bevuto alcolici a parte brindisi tipo quello con Pallotta in occasione della firma del contratto. 

 

 

Fonte: Corriere dello Sport - Evangelisti

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