Rassegna Stampa

Le verità del Civ: "Tre partite di A vendute all’estero"

condividi su facebook condividi su twitter Redazione 31-12-2013 - Ore 09:14

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Le verità del Civ:

Otto ore d’interrogatorio e 3 partite di A vendute al miglior offerente. Sono i numeri del Civ, al secolo Francesco Bazzani, durante il lunghissimo interrogatorio con il pm Roberto di Martino. Ieri l’ex mister X, arrestato due settimane fa, ha cercato di ridimensionare il suo ruolo, lasciando leadership e responsabilità di combine all’altro personaggio chiave finito in manette: il «Vecchietto» Francesco Spadaro. Un gioco ritenuto non credibile dalla Procura che ieri ha incassato elementi importanti, come le conferma di un mercato florido sui tarocchi: partite «sicure» e pagate anche 300 mila euro.

Gattuso e gli amici del Milan Non solo, a verbale in otto ore serrate sono finite molte cose, come un curioso debito di oltre 20 mila euro contratto da Salvatore Pipieri (amico fraterno di Rino Gattuso che nell’inchiesta si ritrova indagato anche per questo) per via di scommesse perdenti e saldato all’improvviso («da Pipieri, ma Rino si sa è molto generoso...») proprio nel giorno in cui il Milan era impegnato in una partita. E Bazzani ha spiegato di essere in buoni rapporti con molti giocatori rossoneri, tanto da uscire a cena con le famiglie. Ecco spiegate la frequentazione assidua di Milanello. Amico non solo dei rossoneri, ma anche di tanti altri calciatori di A e B e alcuni noti dirigenti. Amico e a volte confidente su «pronostici » spesso azzeccati. «È pacifico: i giocatori scommettono nonostante sia vietato», ha detto ai cronisti l’avvocato Settimio Biondi che però ha fatto una strana retromarcia quando a fine serata qualcuno ha collegato questa affermazione al fatto che il suo assistito potesse raccogliere puntate vietate.

Mauri e il ristorante Molto più diretta è stata la risposta data dal legale del Civ su Stefano Mauri: «Non abbiamo approfondito la questione con il pm perché avevamo già detto molto al gip Salvini. Mauri può dire quello che vuole: il mio cliente è stato preciso nelle risposte. Si sono conosciuti in un ristorante romano nei pressi di Ponte Milvio, c’erano diversi testimoni. In quell’occasione si è discusso anche di scommesse sul calcio e il giocatore della Lazio ha dato a Bazzani un numero di telefono per contattarlo. E’ la scheda intestata a Samantha Romano? Non lo so, il numero è quello agli atti. Ci sono i contatti...». Nell’ordinanza gli scambi di sms sono proprio quelli sulla sim criptata. Mauri ha sostenuto anche di recente di non conoscere Bazzani e di aver utilizzato la scheda in tempi diversi rispetto agli sms inviati e ricevuti dal Civ, ma è chiaro che le dichiarazioni dell’ex mister X mettono in seria difficoltà il laziale.

Partite e contraddizioni Gli investigatori hanno contestato molti punti della versione finita a verbale. In primis non quadra la storia delle partite vendute alle bande straniere. Bazzani ha spiegato al pm di essere uno scommettitore e per questo di «annusare» l’aria in cerca del vento buono. Nel suo racconto si è sempre fermato un passo prima di entrare nella stanza dei segreti. «Non sapevo delle combine, semmai era Spadaro ad avere i contatti giusti». Non si capisce, allora, come mai fosse presente nei momenti clou delle trattative, quelli dove si davano gli Over sicuri in cambio di soldi. Il Civ (in stretto contatto con il clan dei Bolognesi: Signori, Sartor, i commercialisti Bruni e Giannone, a loro volta legati a Bellavista ed Erodiani) non ha saputo dare una risposta plausibile. Anzi, ha confermato la compravendita. Tre partite di A (tenute segrete) finite con degli Over (almeno 3 gol) date in pasto alle bande delle scommesse. Tre match «noti» alla Procura e successivi al flop di InterLecce (scommessa andata male per i Bolognesi). La prima ceduta gratis agli acquirenti, per dimostrare la bontà della informazione. La seconda e la terza pagate a suon di euro (circa 2300 mila). Tutte andate a buon fine. Poi gli affari si sarebbero interrotti perché il prezzo giusto per avere la combine sarebbe raddoppiato: questo avrebbe messo fuori causa gli Zingari, ma dimostrerebbe come le fonti di Spadaro e Civ fossero cristalline. E le fonti, secondo chi indaga, sarebbero individuabili: giocatori e dirigenti. Protagonisti dell’evento e scommettitori, servizio che il Civ poteva fornire benissimo lavorando in una ricevitoria. Il quadro per la Procura è chiaro. «C’è la fila per farsi interrogare di nuovo... », sussurra un investigatore. Un «si salvi chi può» prima delle richieste di rinvio a giudizio attese entro giugno 2014.

Fonte: Gazzetta dello Sport - CENITI

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